Rolls-Royce Wraith
I MOTORI DELLA ROLLS-ROYCE WRAITH USATA
Inutile aspettarsi grandi possibilità di scelta. Tutte le Rolls-Royce Wraith di questo millennio montano in sostanza lo stesso propulsore. Si tratta di un vigoroso V12 da 6,6 litri sovralimentato con l’adozione di due turbine. Questa meccanica ha origini tedesche e deriva - così come il pianale - dalla BMW Serie 7. Per questo propulsore la scheda tecnica parla di una potenza di 632 CV a 5.600 giri/min e di una coppia massima di 800 Nm a 1.500 giri/min. In virtù di tali valori, al momento della presentazione la Wraith era semplicemente la Rolls-Royce più potente di sempre. Grazie all’efficienza del cambio automatico a otto marce e della trazione posteriore, l’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede solo 4,6 secondi. La velocità massima è autolimitata a 250 km/h.
PRO E CONTRO DELLA ROLLS-ROYCE WRAITH USATA
Al di là del taglio sportivo del padiglione, la Rolls-Royce Wraith tiene fede alla tradizione della Casa sotto ogni punto di vista. Le finiture sono quanto di più curato si possa trovare, con arredi di grandissimo pregio. L’origine bavarese non traspare in alcun modo e ci si sente coccolati in un aristocratico ambiente british. A rendere unica l’esperienza a bordo concorrono diversi fattori. Le sospensioni attive a controllo elettronico si adattano a meraviglia a qualsiasi tipo di fondo filtrando in modo efficace ogni colpo. Il che non vuol dire però che questa Rolls tema le curve. Nel misto, anzi, la Wraith sfoggia un’inaspettata agilità. Complici i dispositivi elettronici che vigilano sulla dinamica di marcia, sembra di guidare una vettura molto più compatta e leggera. Se l’auto avanza con grande naturalezza parte del merito va anche alla tecnologia SAT (Satellite Aided Transmission). In pratica il cambio viene gestito da una centralina elettronica sulla base anche dei dati Gps. Con la navigazione attiva, la Wraith può studiare in anticipo il percorso e selezionare con tempismo il rapporto migliore. Quanto infine ai difetti, è scontato un certo impaccio negli spazi stretti, cui possono porre rimedio solo le eventuali telecamere perimetrali.