Alcol al volante: perché le regole non bastano e cosa può fare il governo
Si riaccende il dibattito sugli incidenti da alcol causati da giovanissimi: a far discutere è il sinistro mortale verificatosi domenica 21 giugno a Senago, a nord ovest di Milano, alle 5.10 del mattino. Nove persone (fra i 17 e i 19 anni) viaggiavano su una ciclabile, ammassate su un’unica vettura omologata per cinque, di ritorno da un locale, quando il conducente 19enne ha perso il controllo del mezzo, precipitato nel canale Villoresi. Tre i ragazzi morti, rimasti intrappolati nell’abitacolo sommerso, mentre gli altri sei occupanti (guidatore incluso) sono stati tratti in salvo, riportando ferite.
Secondo i primi test, il tasso dell’automobilista era di 1,6 grammi di alcol per litro di sangue. Per i neopatentati come il giovane, vige il divieto di mettersi al volante dopo aver bevuto anche un goccio di alcol (tolleranza zero), mentre il limite è di 0,5 grammi per i conducenti esperti, ossia con oltre tre anni di patente. Il ragazzo, ricoverato all’ospedale Niguarda e posto agli arresti, è indagato per omicidio stradale.
Alcolock e nuove regole: cosa cambia
Neopatentati: tolleranza zero e sanzioni
Guidatori esperti: limiti e sanzioni per fascia
Controlli: complessi e delicati
Incidenti da alcol: i dati sono incompleti
Vertice sulla sicurezza stradale, ma il nodo è la responsabilità individuale
Salvini ha chiamato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, per convocare un vertice sulla sicurezza stradale che si terrà nei prossimi giorni. D'accordo, ma il governo cosa può fare?
Sarebbe auspicabile un maggior numero di controlli su strada contro la guida sotto l’effetto di alcol e droga, ma è impensabile che Polizie e Carabinieri possano essere presenti su qualsiasi percorso e a qualunque ora. Dopo campagne informative e di sensibilizzazione, insieme a diverse strette introdotte dai governi, omicidio stradale compreso, resta il nodo della responsabilità individuale, soprattutto tra i giovani.
Spesso la percezione del rischio è bassa: prevalgono l’illusione dell’invincibilità e la sottovalutazione degli effetti delle sostanze. Nessuna norma, neppure la più severa, può sostituire la consapevolezza prima di mettersi al volante. Il cambiamento decisivo richiede un salto culturale, in particolare tra le nuove generazioni, capace di rimettere al centro il valore della vita. Oggi, nelle grandi città e in molte aree urbane, esistono soluzioni dopo una serata, dai servizi di noleggio con conducente prenotabili tramite app ai taxi. Rinunciare alla guida dopo aver bevuto può fare la differenza tra tornare a casa in sicurezza e trasformare una notte in una tragedia.