È di 27 patenti ritirate, di cui sei per guida dopo avere assunto sostanze stupefacenti e 21 per guida in stato di ebbrezza, il bilancio dell’operazione condotta nella notte di Halloween nella zona di Porta Garibaldi, uno dei punti più “caldi” della movida milanese, dal Nucleo radiomobile dei Carabinieri di Milano al comando del tenente colonnello Marco D’Aleo. Con i militari c'eravamo anche noi di Quattroruote.
Controllati 266 conducenti
Nell’arco di circa cinque ore i militari – supportati da un’unità cinofila antidroga e da un’equipe medica a bordo di un veicolo specializzato nello svolgimento delle analisi antidroga – hanno controllato complessivamente 549 persone a bordo di 266 veicoli, sequestrato 18 grammi di hashish e segnalato cinque persone per detenzione di stupefacenti per uso personale.
Laboratorio mobile
Un’operazione non di routine, ma, come ha spiegato il comandante del Nucleo radiomobile di Milano, “parte di un più ampio contesto di normali controlli della circolazione stradale, in particolare rispetto alla guida in stato di ebbrezza”. In più, nell’operazione condotta tra venerdì e sabato, c’era un mezzo mobile dotato di una sofisticata strumentazione che consente di rilevare velocemente l’assunzione di sostanze stupefacenti. “Il veicolo, fornito grazie a un protocollo di intesa con il ministero dei trasporti e il comando generale dell’Arma, ci consente di avere l'esito delle analisi sui conducenti nell'immediatezza del controllo”, ha sottolineato D’Aleo, spiegando che “diversamente ogni persona trovata positiva con il precursore dovrebbe essere accompagnata in ospedale”.
“Poca cultura della sicurezza stradale tra i giovani”
Ma è aumentata la consapevolezza del fatto che non si guida dopo aver bevuto o avere assunto stupefacenti dopo l’ultima riforma del Codice della strada? “In generale è aumentata la consapevolezza degli automobilisti, ma abbiamo un problema con i ragazzi, che ancora non hanno capito quanto sia pericoloso mettersi alla guida in stato di alterazione. Per questo motivo sarebbe importante che, oltre alla repressione, ci fosse una maggiore prevenzione. Bisognerebbe investire in cultura della sicurezza stradale nelle scuole e durante la formazione dei conducenti. I ragazzi dovrebbero esserne consapevoli prima di iniziare a guidare, non dopo i controlli di polizia. L'Arma già si occupa di formazione nelle scuole, nell'ambito dei progetti di guida alla legalità, realizzando sforzi importanti per arrivare all'obiettivo della sicurezza e consapevolezza stradale”.
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