Aston Martin DB

Aston Martin ha una lunga storia alle spalle, nella quale ha sempre proposto auto estremamente esclusive. Molti modelli, specie quelli del passato, circolano in Italia in un numero ridotto di esemplari e creare una voce specifica per ciascuno di essi nel menù a tendina avrebbe avuto un senso limitato. Con la dicitura Aston Martin DB, tecnicamente mai esistita in listino senza accanto un numero o un’altra lettera, vogliamo dunque creare una sorta di contenitore che raccolga al suo interno tutte quelle vetture che altrimenti andrebbero a punteggiare a macchia di leopardo un elenco quasi sconfinato. La praticità prevale dunque per una volta sull’amore per la precisione che da sempre è un valore che guida il lavoro di Quattroruote. Tra i modelli che sotto Aston Martin DB trovano una collocazione spicca per esempio la DBS. Sorvolando sulla prima generazione, prodotta tra il 1967 e il 1972, le vetture degli anni Duemila sono coupé con l’indole da granturismo e roadster filanti. Queste ultime portano l’appellativo Volante, un classico per le scoperte di Gaydon. La medesima possibilità di scelta di può avere anche nel casi della DB9, altra auto che vanta una discreta diffusione e che qui ricorre con una certa frequenza. Fu lei a portare al debutto la raffinata piattaforma VH (Vertical-Horizontal) che fa ampio ricorso a parti di alluminio incollato. Per il resto, tra inserzioni potrebbe capitare d’imbattersi anche in qualche DB4, capostipite della famiglia DB, oppure in alcune DB5, l’auto resa universalmente celebre da James Bond, nella saga di 007. Il tutto senza dimenticare anche la DB7 degli anni Novanta, nata sotto la gestione Ford e capace di salvare l'azienda dal fallimento, vendendo più di tutte le DB precedenti messe insieme.

I MOTORI DELLE ASTON MARTIN DB USATE
Se l’universo delle Aston Martin DB si presenta assai variegato, lo stesso vale chiaramente anche per l’assortimento dei motori che albergano sotto i loro cofani. Se le auto d’epoca montano propulsori a sei cilindri dal temperamento relativamente tranquillo per gli standard odierni, le proposte più recenti puntano sul più nobile frazionamento a dodici cilindri. I V12 in questione possono essere aspirati oppure sovralimentati. Nelle configurazioni più sportive l’effetto dopante è garantito da addirittura da due turbine. La punta di diamante in questo senso è la Aston Martin DBS 770 Ultimate, per la quale il numero inserito nel nome corrisponde proprio ai cavalli disponibili. Questa configurazione spinge la supercar britannica da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi, facendole raggiungere una velocità massima di 340 km/h.

PRO E CONTRO DELLE ASTON MARTIN DB USATE
In discorso fatto per i motori si ripropone anche in materia di pregi e difetti. La scelta di accorpare un po’ di vetture impone di stare un po’ sul vago e di generalizzare. Dato per scontato il fascino legato al marchio, a fare da comune denominatore è nella maggior parte dei casi una sportività non estrema. Salvo rare eccezioni, le auto che si possono trovare nella galassia Aston Martin DB sono di norma fruibili anche nell’utilizzo quotidiano, in puro stile GT. Le finiture sono solitamente di pregio. Solo alcune vetture youngtimer potrebbero lamentare l’impiego di componenti dozzinali, derivati da quelli di marchi generalisti.
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