Salone di Bruxelles
Da illustre sconosciuto a vetrina europea: ecco novità e anteprime
Quello che fino a pochi anni fa era un evento pressoché sconosciuto, anche tra gli addetti ai lavori, oggi si è ritagliato uno spazio di primissimo piano nel calendario europeo dell’auto che conta. Il Salone di Bruxelles – storicamente una kermesse pensata come “salone” vecchio stampo, in cui le auto non erano solo esposte per essere ammirate, ma messe sotto i riflettori per essere vendute direttamente sugli stand – è diventato il place to be di inizio anno, forte di 11 anteprime mondiali e 16 europee.
Con le defezioni di eventi storici come il Salone di Ginevra, l’appuntamento belga è salito alla ribalta, ospitando non solo novità globali di vari costruttori, ma anche facendo da cornice al premio più importante del settore: il Car of the Year.
Ma oltre a Stellantis, sotto i riflettori del Belgio c’è tanto altro. E, notizia, di elettrico non ce n’è poi molto. È un Salone concreto, come dimostrano le tante novità con motori a combustione (anche diesel, come nel caso della Fiat Qubo L). Vedi Dacia, col facelift della Sandero, o Seat, con le nuove Ibiza e Arona. Ovviamente, un palcoscenico così appetitoso non poteva non attirare i marchi asiatici: Toyota con la GR Yaris Morizo RR, Mazda con la sua nuova Suv elettrica CX-6e, Kia con la EV2 per il segmento B. La consociata Hyundai punta più in alto, con una nuova visione del lusso, mentre i cinesi arrivano con tante novità a batteria: Leapmotor, Xpeng P7+, Nio FireFly e Linktour Alumi.
Insomma, a Bruxelles c’è spazio per tutto e per tutti. Un po’ come accadeva un tempo nelle grandi capitali europee, e che solo pochissimi altri eventi – come il Salone diffuso di Monaco di Baviera – sono riusciti a replicare. Con altre ricette, ma senza mai eguagliare sua maestà il (compianto) Salone di Ginevra.