Nuovo 4R
La prova della nuova Renault Clio è su Quattroruote di marzo 2026 - VIDEO
Quattroruote di marzo 2026, già disponibile in Digital Edition e in edicola dal 3 marzo, dedica la copertina alla prova della nuova Renault Clio: la sesta generazione della Renault più venduta di sempre continua a puntare sull'ibrido, con prestazioni notevoli e un'efficienza elevata. Nonché un'autonomia di oltre 1.100 km in città.
L'editoriale prende spunto dal caso della Ztl di Roma, presto a pagamento anche per le elettriche (ben 1.000 euro di pass!), per ragionare sulle "imboscate" che i Comuni tendono a chi acquista un'auto green considerando anche le agevolazioni: prima la incentivano e agevolano in tutti i modi, poi la normalizzano senza alcuna pianificazione, iniettando negli acquirenti ulteriori dubbi e incertezze in un momento in cui scegliere il modello giusto è già molto difficile.
L'Attualità, infine, raccoglie le "confessioni" di chi ha propinato finanziamenti capestro per anni: due ex venditori, pentiti, ci svelano i trucchi ai quali certe concessionarie ricorrono per indurre la gente a comprare l'auto con prestiti di lunga durata, a tassi d'interesse elevatissimi e pieni di servizi non richiesti.
Prove su strada
Nuova Renault Clio
Giunta alla sesta generazione, la Renault Clio porta con nonchalance sui pneumatici una storia lunga 36 anni, un titolo di Auto dell’Anno (1991) e oltre 17 milioni di esemplari venduti. Plasmata sulla piattaforma CMF-B, sfoggia un’estetica forte, che richiama il passato sportivetto (vi ricordate le varie Williams e, in tempi più recenti, le RS?) e misure simili a quelle del modello che sostituisce: 412 centimetri da un paraurti all’altro, un’abitabilità discreta e uno spazio per i bagagli che continua a non essere il suo forte (soltanto 203 litri, rilevati dal Centro Prove). A spingere la Renault Clio c’è il recente powertrain E-Tech, composto dal 1.8 aspirato da 109 CV, che funge quasi sempre da generatore di corrente, e da un motore elettrico principale, spesso incaricato di dare trazione alle ruote. La seconda unità elettrica, invece, gestisce i passaggi di marcia del cambio robotizzato. In totale si arriva a 158 cavalli di sistema, sufficienti a garantire prestazioni brillanti e consumi straordinariamente contenuti: in città, per esempio, questa Clio percorre 28,9 km/l, sempre secondo i rilievi del Centro Prove. Fra l’altro, il telaio possiede tutte le qualità necessarie per gestire una potenza di questo livello.
Omoda 7
L’avanzata delle cinesi non si arresta, anzi rincara la dose. Questa volta a lanciare il guanto di sfida alle D-SUV europee è la Omoda 7: 4,7 metri di lunghezza, abitacolo spaziosissimo, dotazione di accessori invidiabile e un powertrain plug-in che promette autonomie da globetrotter. Il tutto a un prezzo estremamente invitante, se rapportato a quelli della concorrenza: 41.900 euro (in promozione a 37.900) nell’allestimento più ricco. Ma è tutto oro quel che luccica? Cerchiamo di scoprirlo attraverso la nostra consueta prova strumentale, dalla quale sono emerse parecchie doti, ma anche qualche peccato di gioventù. Promossa l’architettura plug-in ibrida, che rappresenta un ottimo compromesso fra prestazioni vivaci e consumi potenzialmente ridotti; per ottenerli, infatti, è bene come sempre ricaricare il più possibile (copre in media oltre 90 km in EV), altrimenti le percorrenze potrebbero deludere, specie in autostrada. Dove la Omoda 7 è ancora un po’ acerba è nelle qualità dinamiche: l’assetto è morbido, ma l’assorbimento soffre lo sconnesso; lo sterzo è poco preciso e racconta poco alle mani; è sicura - lo dicono i nostri test di stabilità - ma non invita a godersi le curve.
Confronto SUV full hybrid
Le C‑SUV hanno rubato la scena a berline e wagon di taglia media, attirando un numero sempre maggiore di clienti. Coniugano versatilità e stile e possono rappresentare la prima vettura di famiglia, soprattutto nelle loro versioni full hybrid, visti i bassi consumi che in molti casi garantiscono. Ma quanto bassi? La risposta è nel confronto che trovate sul numero di marzo 2026 di Quattroruote, con i rilevamenti certificati del Centro Prove per otto modelli: Citroën C5 Aircross, Dacia Bigster, Hyundai Tucson, Kia Sportage, Nissan Qashqai, Opel Grandland, Renault Austral e Toyota Corolla Cross. Hanno potenze da 145 a 245 cavalli e alcune offrono la trazione integrale, coprendo così un ampio ventaglio di scelte. Queste otto sport utility possono accontentare i gusti più diversi in fatto di stile, ma anche in tema di prestazioni e sicurezza, tutte verificate dai collaudatori di Quattroruote sul circuito di Vairano. E poi, con una forbice di prezzi fra 31.700 e 48.500 euro, si adattano a portafogli di svariate taglie. A proposito di spese, nel servizio di Quattroruote trovate anche una panoramica delle promozioni in corso.
BYD Atto 2
Trentamila euro non sono pochi in assoluto. Ma quando si parla di un’ibrida ricaricabile, sono un prezzo molto allettante. Stiamo parlando della BYD Atto 2 DM-i, Suv intorno ai 4,3 metri di lunghezza, decisamente meno cara rispetto a rivali quali la Toyota C-HR e la Kia Niro, le uniche plug-in confrontabili. Nei test di Quattroruote, la sport utility cinese si è distinta anche per i bassi consumi a batteria scarica e per le buone percorrenze in modalità elettrica (EV), che consentono - ricaricando la vettura da casa o in ufficio - di abbattere sensibilmente i costi chilometrici: si può arrivare a meno di 4,3 euro/100 km, come mostriamo nella nostra prova. I rilevamenti del Centro Prove hanno confermato la sensazione di ampio spazio a bordo. Al contempo, dell’abitacolo si apprezzano la buona cura costruttiva e la dotazione, davvero completa per la versione Boost in prova. Ai numerosi punti positivi si contrappongono freni non impeccabili e un comportamento dinamico che privilegia una guida rilassata.
Lynk & Co 08
Una plug-in così non si era mai vista. Forte di un’architettura elettrica molto spinta, la Lynk & Co 08 porta alle estreme conseguenze il concetto di super hybrid. Con i suoi 39,6 kWh netti, promette un’autonomia media in EV di 200 km. Un dato così eclatante che meritava una verifica sul campo, con il rigore dei test certificati del Centro Prove di Quattroruote. Possiamo anticipare che il risultato raggiunto non è molto distante da quanto dichiarato dalla Casa sino-svedese (tutti i dettagli sul numero di Quattroruote di marzo 2026). In ogni caso, la Lynk & Co 08 ha staccato nettamente tutte le altre ibride ricaricabili transitate da Vairano. Questa nuova D-Suv plug-in hybrid si è fatta apprezzare anche per la vivacità del powertrain da 349 cavalli complessivi e per il buon comportamento dinamico, oltre che per interni curati e spaziosi. Il listino della Lynk & Co 08 non è dei più bassi (siamo intorno ai 57.000 euro), ma va detto che la dotazione è molto ricca, anche sul fronte dei sistemi di assistenza alla guida: di questi ultimi abbiamo apprezzato la puntualità e la fluidità di funzionamento.
Alfa Romeo Reloaded
Una coppia straordinaria, un confronto fra epoche e, senza dubbio, perfetto: il top dell’Alfismo di allora (Giulietta T.I. anno 1962) con il massimo della gamma del Biscione di oggi (Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Super Sport). Nonostante gli oltre sessant’anni che le separano, è incredibile come siano accomunate dai pilastri che hanno reso il Biscione celebre in tutto il mondo, nelle competizioni come sulle strade di tutti i giorni. A cominciare dal piacere di guida (con 74 cavalli prima, ben 520 oggi) e, certo, da una perentorietà nell’affrontare le insidie dell’asfalto assolutamente non comune, nel mondo automobilistico dell’epoca così come in quello contemporaneo. Le prestazioni? Lontane anni luce. Eppure, l’anima è la stessa. Alfa Romeo Giulietta e Giulia sono state progettate entrambe partendo dalla versione più sportiva: la Sprint ieri, la Quadrifoglio, appunto, oggi. Respirarle a Vairano, queste due, l’una a fianco all’altra, fa capire cosa siamo stati capaci di fare (e, molto probabilmente, siamo ancora) quando si tratta di costruire automobili, anche se tendiamo a dimenticarcene. Ecco perché vale la pena mettersi in garage una Quadrifoglio. Nuova oppure usata, prima che le quotazioni spicchino definitivamente il volo.
Primo contatto
Questo mese abbiamo guidato per voi la Dacia Duster mild hybrid a Gpl, che è anche 4x4; l'Audi Q5 3.0 TDI, che "celebra" il ritorno del V6 turbodiesel; e la Skoda Epiq, la nuova elettrica da 25.000 euro che già si distingue peril notevole spazio interno.
Anteprime e Autonotizie
È quasi ora di restyling per una delle auto più apprezzate dal mercato, la Jeep Avenger. Non arriverà subito, anche perché il modello attuale continua a vendere come il primo giorno, ma introdurrà novità di stile e tecnologia derivate dalla sorella maggiore Jeep Compass. L’abbiamo ricostruita con i nostri consueti rendering, proprio come abbiamo fatto con la futura sportiva a motore centrale Toyota, erede spirituale della MR2.
In coda a questa due posti trovate una retrospettiva sulle sportive giapponesi più famose di sempre, seguita da alcuni approfondimenti sulle novità appena presentate che vedremo nelle concessionarie nei prossimi mesi, come la Mercedes-Benz Classe S restyling (che allunga la vita dei motori termici, anche diesel) e l’Audi RS 5, disponibile in versione berlina o wagon, con oltre 600 cavalli ibridi plug-in.
In più, vi raccontiamo la storia di un veicolo molto particolare, l’Unimog, che si è appena rifatto il look proiettandosi verso il futuro.
Attualità e Inchieste
I nostri cronisti sono andati nei pressi di alcune scuole elementari a Milano e a Roma e hanno controllato qualche centinaio di auto che stavano lasciando i bambini al mattino o li riportavano a casa nel pomeriggio. Il 41,7% nel capoluogo lombardo e addirittura il 58% nella capitale li trasportava slegati o legati male (senza seggiolino o rialzino), quando non addirittura sul sedile anteriore, sciolti o tenuti sulle ginocchia da un genitore. Percentuali inaspettate e allarmanti.
Naturalmente non è questione di semplice rispetto della legge, ma del rischio a cui si sottopongono i piccoli passeggeri. Che è altissimo. Basti pensare che in caso di incidente a 50 km orari la sollecitazione che la decelerazione applica sul corpo di un bambino non assicurato è di 28 volte il suo peso. Così un piccolo di 20 chili è come se ne pesasse 560, e i g sono paragonabili a quelli che subirebbe in una caduta dal terzo piano di un edificio.
Genitori snaturati, quindi, o semplicemente ignoranti? E scuola e forze dell’ordine che cosa fanno? Controlli pochi. Per loro stessa ammissione. E lo ha confermato una rapida prova empirica con un bambolotto realistico tenuto in braccio davanti da una sedicente mamma, per le strade di Milano, dove soltanto una pattuglia di polizia locale ci ha fermato.
Tutti i risultati della nostra indagine, e il bilancio in morti e feriti da 0 a 14 anni di questa leggerezza, nel servizio Bimbi in auto, liberi tutti.
Gli altri articoli della sezione Attualità/Inchieste ci raccontano del cambio di paradigma degli interni Ferrari in Effetti di luce, della concept S9, unica sopravvissuta del sogno della società sino‑americana Silk‑Faw (in seguito diventata Silk Sportscar) di costruire supercar nella Motor Valley emiliana, finito con un disastroso fallimento, in Guarda chi si rivede, e del rapporto peculiare di Stefano Zecchi con l’automobile nell’intervista Se non dà i brividi non è un’auto.
Come richiedere allegati e dossier
Chi è abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un’email a uf.vendite@edidomus.it, oppure telefonando al numero 02.56568800 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18).