La BYD Atto 2 con motore ibrido plug-in si distingue dall’elettrica per il design leggermente diverso di alcune parti della mascherina e del paraurti. Per il resto è identica a quella già in commercio, dimensioni comprese: lunga 431 cm, larga 183 e larga 168, ha un passo di 262 centimetri, misure che la collocano nella parte alta del segmento B. Pur con linee semplici e quasi minimaliste, l’abitacolo presenta materiali ricercati - la parte alta della plancia è in plastica morbida - e assemblaggi precisi. Funzionale la strumentazione, con lo schermo da 12,8” (da 10” per la versione base) che ruota di 90”, affiancato a una serie di comodi tasti fisici e con la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto. Tanto lo spazio a bordo: quattro adulti viaggiano comodi, anche in virtù del pavimento piatto. Un eventuale quinto passeggero deve però tener conto dell’assenza dell’appoggiatesta centrale. Il bagagliaio, dalla forma regolare, ha il piano regolabile e una capienza di 425 litri (dichiarati).
Come va. Il powertrain Super Hybrid della BYD Atto 2 DM-i ruota intorno al benzina da 1.5 litri da 98 CV, supportato da un’unità elettrica da 197, per una potenza combinata di 166 o 212 CV, con una batteria rispettivamente da 7,8 e 18 kWh: l’autonomia dichiarata è di 40 e 90 km. Il motore elettrico fa il grosso del lavoro, quello a benzina interviene solo quando serve (per ricaricare gli accumulatori o dare una spinta extra): il risultato è una guida dalla progressione lineare, silenziosa e senza vibrazioni. In città lo sterzo leggero facilita le manovre (meno convincente il feedback che arriva dalle ruote), mentre le gomme aiutano le sospensioni ad assorbire efficacemente le imperfezioni dell'asfalto. Buono l’isolamento acustico e intelligente la funzione che, superati gli 80 km/h, chiude automaticamente eventuali finestrini aperti per ridurre turbolenze e sprechi. Accentuato il rollio ed evidente la tendenza sovrasterzante nelle manovre d'emergenza, tenuta a bada da un’elettronica che interviene nei tempi e nei modi corretti. Buoni gli spazi di frenata sull’asciutto, migliorabili sulle superfici a bassa aderenza, così come la resistenza alla fatica dell’impianto.