Jaguar S-Type
La Jaguar S-Type è la berlina con cui la Casa di Coventry è entrata nel segmento E alla fine degli anni Novanta. A quell’epoca il marchio del Giaguaro gravitava nell’orbita del Gruppo Ford. Questa influenza si coglie bene analizzando nel dettaglio le caratteristiche della S-Type, che ricalcano quelle della Lincoln LS del medesimo periodo. Parentele tecniche a parte, questa Jaguar ha una spiccata personalità. La sua linea richiama quella della omonima antenata di trent’anni prima, con la doppia coppia di fari anteriori e il montante posteriore arcuato. Nel corso del tempo la S-Type ha beneficiato di una serie di evoluzioni, che, senza grandi stravolgimenti estetici, hanno comunque apportato svariate migliorie. L’aggiornamento più significativo è quello introdotto all’inizio del 2002, con una totale rivisitazione della plancia. La console centrale dapprima a semicerchio, assume sugli esemplari post restyling una più tradizionale forma a ferro di cavallo, in linea con lo stile british.
I MOTORI
A differenza di quanto accade con molte altre vetture della stessa fascia di mercato - e in particolare con le rivali tedesche - la maggior parte delle Jaguar S-Type usate è alimentata a benzina. La motivazione è semplice. L’unica versione turbodiesel mai apparsa in listino è stata lanciata soltanto nel 2004, ovvero nella seconda metà del ciclo di vita dell’auto. A spingerla era un V6 2.7 dal 207 CV sviluppato da Ford in collaborazione con il Gruppo PSA e abbinato di norma a un cambio automatico. Questo tipo di trasmissione equipaggia il più delle volte anche gli esemplari a benzina, che offrono un panorama piuttosto ampio e variegato. L’unità di minor cilindrata è un V6 2.5 interamente in alluminio. Salendo di cubatura si trova un altro sei cilindri a V da tre litri, nelle cui tubazioni scorre sangue americano. Inglese Doc è invece il V8 della aristocratica 4.0 32V, così come britannico è il suo erede, il V8 4.2. Proprio quest’ultimo, nella variante Supercharged, con compressore volumetrico, equipaggia la S-Type R, la più sportiva della famiglia, che arriva a erogare la bellezza di 395 CV.
PRO E CONTRO
In tutte le sue possibili declinazioni la Jaguar S-Type si fa apprezzare per l’eccellente confort di marcia. Questo è frutto della grande silenziosità dei motori, della valida insonorizzazione dell’abitacolo e del molleggio, che filtra efficacemente ogni asperità del terreno. La taratura delle sospensioni lascia spazio a un po’ di rollio e di beccheggio, ma le qualità stradali della S-Type non ne risentono più di tanto. La vocazione è turistica, certo, ma la sicurezza è garantita. In questo senso giocano un ruolo importante anche i freni, che assicurano spazi d’arresto contenuti. A livello di finitura, il quadro è decisamente positivo, anche se gli allestimenti base difettano un po’ di quell’aria raffinata tipica delle Jaguar più blasonate. Quanto all’abitabilità, il giudizio è discreto e nulla più. Lo spazio non manca, sia chiaro, ma a parità di ingombri esterni c’è chi fa meglio. Stesso discorso per il bagagliaio, la cui capacità è limitata dall’ingombro dei bracci di sostegno del coperchio.
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I MOTORI
A differenza di quanto accade con molte altre vetture della stessa fascia di mercato - e in particolare con le rivali tedesche - la maggior parte delle Jaguar S-Type usate è alimentata a benzina. La motivazione è semplice. L’unica versione turbodiesel mai apparsa in listino è stata lanciata soltanto nel 2004, ovvero nella seconda metà del ciclo di vita dell’auto. A spingerla era un V6 2.7 dal 207 CV sviluppato da Ford in collaborazione con il Gruppo PSA e abbinato di norma a un cambio automatico. Questo tipo di trasmissione equipaggia il più delle volte anche gli esemplari a benzina, che offrono un panorama piuttosto ampio e variegato. L’unità di minor cilindrata è un V6 2.5 interamente in alluminio. Salendo di cubatura si trova un altro sei cilindri a V da tre litri, nelle cui tubazioni scorre sangue americano. Inglese Doc è invece il V8 della aristocratica 4.0 32V, così come britannico è il suo erede, il V8 4.2. Proprio quest’ultimo, nella variante Supercharged, con compressore volumetrico, equipaggia la S-Type R, la più sportiva della famiglia, che arriva a erogare la bellezza di 395 CV.
PRO E CONTRO
In tutte le sue possibili declinazioni la Jaguar S-Type si fa apprezzare per l’eccellente confort di marcia. Questo è frutto della grande silenziosità dei motori, della valida insonorizzazione dell’abitacolo e del molleggio, che filtra efficacemente ogni asperità del terreno. La taratura delle sospensioni lascia spazio a un po’ di rollio e di beccheggio, ma le qualità stradali della S-Type non ne risentono più di tanto. La vocazione è turistica, certo, ma la sicurezza è garantita. In questo senso giocano un ruolo importante anche i freni, che assicurano spazi d’arresto contenuti. A livello di finitura, il quadro è decisamente positivo, anche se gli allestimenti base difettano un po’ di quell’aria raffinata tipica delle Jaguar più blasonate. Quanto all’abitabilità, il giudizio è discreto e nulla più. Lo spazio non manca, sia chiaro, ma a parità di ingombri esterni c’è chi fa meglio. Stesso discorso per il bagagliaio, la cui capacità è limitata dall’ingombro dei bracci di sostegno del coperchio.
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