Nissan Pathfinder
I MOTORI
Sebbene, per un certo periodo, la Nissan Pathfinder sia stata commercializzata anche con un V6 4.0 a benzina da 269 CV abbinato al cambio automatico, in Italia questa motorizzazione non ha avuto fortuna e gli annunci riguardano esclusivamente gli esemplari turbodiesel. A spingerli è nella maggior parte dei casi un quattro cilindri 2.5 dCi, che nelle sue varie evoluzioni ha erogato dai 170 ai 190 CV, mentre più rari sono gli esemplari dotati di un più raffinato V6 3.0. Pastoso e regolare, il motore bestseller ha un’erogazione piena soprattutto ai regimi intermedi. Abbinato al cambio manuale o a quello automatico, vede il reparto trasmissione completarsi con il sistema di trazione integrale inseribile All Mode 4x4. Di norma, la forza motrice viene scaricata sulle sole ruote posteriori, ma il pilota può inserire la funzione Auto e affidare full-time all’elettronica la ripartizione della coppia sui due assi. In condizioni critiche può in alternativa scegliere la trazione integrale part-time, con il differenziale centrale bloccato, e sfruttare anche le marce ridotte. A tutto ciò si aggiunge anche la presenza del differenziale posteriore autobloccante.
PRO E CONTRO
Le dimensioni importanti sono croce e delizia di chi acquista una Nissan Pathfinder. Se da una parte creano infatti un certo impaccio nelle manovre, mitigato in parte dalla posizione di guida rialzata, dall’altra regalano un’abitabilità e una versatilità d’impiego non comuni. Con un abitacolo che può essere configurato in 64 modi, si può chiudere un occhio sull’accessibilità difficoltosa alla terza di sedili. L’altro indiscutibile pregio della Pathfinder riguarda le notevoli doti fuoristradistiche, derivate da un’ottima motricità e da angoli di attacco e di uscita molto favorevoli. Questa impostazione non penalizza troppo la vettura su strada, grazie a un assetto piuttosto rigido, che limita il rollio, ma trasmette ai passeggeri le sconnessioni dell’asfalto.