L’autostrada come motore di un Paese in movimento

L’autostrada come motore di un Paese in movimento

Foto 1: 4.10.1964 - Inaugurazione A1 Milano-Napoli - Archivio storico Autostrade per l’Italia

Foto 2: 4.10.1964 -  Inaugurazione A1 Milano-Napoli, Moro, Cova e autorità davanti al plastico dell’Autosole- Archivio Storico Autostrade per l’Italia

Da un epico passato al futuro sostenibile, la storia dell'Italia attraverso le sue autostrade.

C’è una strada che, più di tutte, ha segnato la storia moderna dell’Italia. Non è un sentiero millenario né un’antica via consolare, ma una strada nuova, nata il 21 settembre 1924: si tratta della prima autostrada del mondo, la A8, che collegava Milano a Varese. Da allora, il nastro d’asfalto è diventato il simbolo di un paese che cresce, che corre e che si trasforma. A un secolo di distanza, il MAXXI Architettura di Roma, in collaborazione con Autostrade per l’Italia, celebra questa epica infrastruttura con la mostra Italia in Movimento. Autostrade e Futuro, visitabile dal 6 dicembre 2024 al 2 febbraio 2025.

Foto 1: 1959- A1 Milano-Napoli, costruzione del viadotto Biscione tra Pian del Voglio e Roncobilaccio - Archivio Storico Autostrade per l’Italia

Foto 2: 1956  - San Donato Milanese, inizio costruzione Autostrada del Sole – Archivio storico Autostrade per l’Italia

Foto 3: 1962- A1 Milano- Napoli, tratto Bologna-Firenze, viadotto Aglio – Archivio storico Autostrade per l’Italia

L’autostrada come rete e come vita

La mostra non è solo un viaggio nelle strade del passato, ma anche una riflessione sulla loro anima. Attraverso progetti storici e fotografie d’epoca e nuove committenze artistiche, il percorso espositivo racconta come l'autostrada non sia soltanto un’infrastruttura tecnica ma un “dispositivo culturale”. Nella sezione “Rete”, il viaggio parte dagli anni pionieristici: il sogno di unire una nazione, di accorciare le distanze, di creare una rete che fosse la spina dorsale di un’Italia proiettata verso la modernità. Immagini e planimetrie raccontano un’epoca in cui l’autostrada rappresentava la promessa di un futuro migliore. È però nella sezione “Viaggio” che l’autostrada si fa spazio di vita con le piazzole di sosta, i ristoranti e le stazioni di servizio, luoghi simbolici e parte dell’immaginario collettivo non come semplici tappe, ma come veri e propri spazi di incontro, di riposo e di ricordi condivisi.

 

Il percorso continua in territori inaspettati ed esplora  il rapporto tra l’autostrada e il paesaggio circostante, con uno sguardo all’architettura d’autore che si sviluppa lungo la rete. Sempre nella sezione Viaggio, infatti, è possibile ammirare come l’autostrada abbia trasformato l’aspetto urbanistico in cui viviamo: edifici e infrastrutture progettate per essere viste in movimento, scenografie di un viaggio continuo, diventano quindi protagoniste. Si passa dalle intuizioni di architetti come Micheluccie Jean Nouvel alla moderna concezione di spazi integrati e sostenibili. Ed è poi attraverso la sezione “Paesaggio” che il visitatore percepisce il forte impatto che le Autostrade hanno sul territorio. La convivenza tra le nostre strade e il paesaggio ha generato una sua estetica che attrae e avvicina i cittadini alle bellezze del Paese, immortalata dagli scatti del fotografo olandese Iwan Baan che ha volato in elicottero per settimane per cogliere gli scorci più significativi tra la rete e i contesti paesaggistici che l’accolgono. A chiudere il cerchio ci pensa  la sezione “Tecnologia e futuro”. Qui, la strada diventa laboratorio con un asfalto che produce energia, i sistemi che migliorano la sicurezza e le tecnologie che promettono una mobilità ecologica: è la visione di un’autostrada che non solo collega luoghi, ma che crea anche un dialogo con l’ambiente.

Foto 1: A12 Genova- Rosignano, galleria Pipistrello e viadotto Poggio Iberna, 2024 foto di Iwan Baan courtesy Autostrade per l’Italia

Foto 2: A23 Palmanova-Tarvisio, ponte Fiume Tagliamento II, 2024 foto di Iwan Baan courtesy Autostrade per l’Italia

Foto 3: A1 Milano-Napoli, viadotto Poggettone e Pecora V. e galleria Poggettone, 2024 foto di Iwan Baan courtesy Autostrade per l’Italia

I linguaggi dell’arte: un’esperienza immersiva

Fiore all'occhiello della mostra sono le opere di due artisti visionari e i progetti di un grande architetto. Iwan Baan, maestro olandese della fotografia architettonica, restituisce la vastità e la complessità del paesaggio autostradale attraverso spettacolari riprese aeree. Emiliano Ponzi, milanese, offre invece uno sguardo inedito sul futuro con illustrazioni che mescolano colori vividi e narrazione grafica, facendo emergere la poetica della tecnologia. Renzo Piano, famoso architetto genovese,  con i progetti del Ponte San Giorgio, del tunnel subportuale di Genova e il concept delle nuove aree di servizio, condivide l’ambizione di far dialogare le infrastrutture con il territorio e la città, coniugando ricerca e innovazione tecnologica nel pieno rispetto della natura.

 

Non è però solo il contenuto della mostra a colpire, ma anche il modo in cui viene raccontato. L’allestimento, ispirato al paesaggio autostradale, trasforma la galleria in un viaggio esperienziale: salite, discese, luci che passano da ampie a intime, colori che evocano la segnaletica stradale. Una metafora visiva e spaziale del viaggio stesso, che invita il visitatore a vivere l’autostrada non solo come un luogo, ma come un’emozione.

“Italia in Movimento. Autostrade e futuro” è uno slancio verso gli anni a venire, perché l’autostrada è molto più di un’infrastruttura: è la storia di un Paese che non smette mai di muoversi.