"Alla luce degli accertamenti, si deve ritenere che il battistrada del pneumatico posteriore sinistro sia stato danneggiato per l'effetto di un oggetto appuntito penetrato dall'esterno. Ciò ha avuto come conseguenza una lenta perdita di pressione e, poco dopo, a una velocità di circa 320 km/h, la distruzione della gomma. Per questo la vettura è finita sul prato, ove ha perso contatto con il terreno ed è stata sbalzata sul lato destro, oltre il guard-rail che fiancheggia la pista". Petra Hertwig, procuratore capo di Cottbus (città tedesca con giurisdizione sul circuito del Lausitzring), spiega così, in un primo (ma provvisorio) rapporto ufficiale, l'incidente mortale avvenuto all'Audi "R8" di Michele Alboreto. Non ci sarebbe alcuna implicazione legale, dunque, né per Michelin, fornitore delle coperture, né per la Casa tedesca, la cui vettura è stata trovata priva di difetti di costruzione. Resta il mistero, comunque, della natura dell'oggetto "incriminato", che non è stato rinvenuto. Resta, soprattutto, il dubbio sul roll-bar della macchina, il cui cedimento è stato, quasi certamente, causa della morte del pilota. Se questo fondamentale elemento di sicurezza non ha retto, pur avendo superato, con ampi margini, tutti i crash-test previsti dal regolamento della Fia, è più che evidente che le norme sono da rivedere.
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it