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Geopolitica
Dazi Usa per la Groenlandia: c’entra anche l’auto (e la Germania trema)

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Dazi Usa del 10% dal 1° febbraio 2026, che saliranno al 25% dal 1° giugno, agli otto Paesi che hanno mandato soldati in Groenlandia per un’esercitazione di deterrenza contro le mire statunitensi sull’isola (di proprietà danese): li ha annunciati Donald Trump, chiamando in causa Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia.

La tassa si sommerebbe a quella già imposta a tutti i Paesi dell’Unione Europea, introdotta in estate e pari al 15%.

Immediata la reazione della VDA, l’associazione della filiera automobilistica tedesca, che teme ricadute pesanti sull’export di veicoli in un mercato vitale per BMW, Mercedes e Volkswagen, definendo “inaccettabili” i propositi del tycoon: “I dazi avrebbero costi enormi per l’auto tedesca. Serve una risposta rapida e intelligente dell’Unione Europea”.

Dazi Usa per la Groenlandia: c’entra anche l’auto (e la Germania trema)

Cosa dice Trump  

“Abbiamo sovvenzionato Danimarca e Paesi Ue per molti anni non addebitando loro dazi. Ora, dopo secoli, è tempo che la Danimarca ricambi. La pace mondiale è in gioco. Cina e Russia vogliono la Groenlandia, e non c'è nulla che la Danimarca possa farci. Attualmente dispongono di due slitte trainate da cani come protezione, di cui una aggiunta di recente”.

L’esercito tedesco se ne va 

Arrivati venerdì 16 gennaio, i 15 soldati della Bundeswehr hanno già lasciato la Groenlandia. In risposta alla minaccia di Trump di imporre nuovi dazi? No, almeno stando allo Spiegel: la ricognizione sarebbe stata completata, come previsto. 

Dazi Usa per la Groenlandia: c’entra anche l’auto (e la Germania trema)

Groenlandia: c’entra anche l’auto

La Groenlandia è una nazione costitutiva del Regno di Danimarca, anche se geograficamente fa parte del Nord America. Negli ultimi mesi è tornata al centro dell’attenzione globale a causa del rinnovato interesse degli Stati Uniti.

A gennaio 2026 il primo ministro groenlandese, Jens Frederik Nielsen, ha ribadito che l’isola non è in vendita e che la sua sicurezza è garantita dall’alleanza con Danimarca e NATO. Trump intende acquistare la Groenlandia, ma non si esclude l’uso della forza o un’annessione unilaterale se la diplomazia fallisse.

Washington sostiene che il controllo totale dell’isola sia vitale per il proprio sistema di difesa: vorrebbe trasformarla nel fulcro del progetto “Golden Dome”, installando intercettori missilistici avanzati.

Sotto i ghiacci si nasconde inoltre un tesoro di materiali critici, terre rare, litio e grafite, fondamentali per tecnologia militare, batterie delle auto elettriche e supercomputer. L’isola ospita anche enormi riserve di acqua dolce e giacimenti di petrolio e gas naturale.

Dazi Usa per la Groenlandia: c’entra anche l’auto (e la Germania trema)

La reazione dell’Unione europea: niente “bazooka” 

Bruxelles ha espresso solidarietà a Danimarca e Groenlandia, ma non attiverà subito il “bazooka” commerciale, lo strumento anti-coercizione che permette all’Ue di colpire Paesi ostili chiudendo l’accesso al mercato unico.

Si valuta invece un pacchetto di ritorsioni da 93 miliardi di euro contro prodotti statunitensi. Il timore è l’avvio di una nuova escalation della guerra commerciale.

Dazi Usa per la Groenlandia: c’entra anche l’auto (e la Germania trema)

Accordo Ue–Mercosur: è battaglia

La mossa di Trump rafforza il peso della trattativa Ue–Sudamerica. Il 17 gennaio 2026, Ue e Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) hanno firmato il trattato di libero scambio e partenariato: un passo avanti storico dopo decenni di negoziati.

Serve ora il via libera del Parlamento europeo, dei Paesi Ue e dei governi Mercosur. Restano opposizioni, soprattutto dalla Francia, per timori su agricoltura e ambiente.

Il patto elimina i dazi sul 91% delle esportazioni europee e sul 92% dei prodotti sudamericani. Per il settore auto europeo è cruciale: i dazi sulle vetture Ue, oggi al 35%, verrebbero eliminati in 18 anni.

Un messaggio politico importante per un’Unione sotto pressione delle minacce di Trump sulla Groenlandia: Bruxelles punta su diversificazione dei partner e multilateralismo.

Dazi Usa per la Groenlandia: c’entra anche l’auto (e la Germania trema)

Il terzo tassello: accordo Canada–Cina

Da segnalare anche il nuovo patto commerciale Canada–Cina, firmato il 16 gennaio, che riduce drasticamente i dazi sulle auto elettriche Made in China esportate in Nord America. Fino a 49.000 vetture all’anno verranno importate con una tariffa ridotta del 6,1%, ben inferiore al 100% applicato nel 2024.

Ufficialmente, Ottawa non punta Trump. Ma la mossa contraddice l’approccio protezionista degli Usa sulle Bev cinesi e riflette tensioni crescenti nei rapporti commerciali con Washington.

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