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Veicoli elettrici
Batterie allo stato solido: è “troppo presto” anche per chi le sta sviluppando

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Una “truffa”. Così Yang Hongxin, amministratore delegato della cinese Svolt, liquida le dichiarazioni dei vertici della startup finlandese Donut Lab, secondo cui le batterie allo stato solido sarebbero pronte per la produzione di massa. “Impossibile, è troppo presto per parlare di industrializzazione: chiunque abbia una conoscenza basilare della tecnologia capirebbe che si tratta di una frode”, sostiene Yang, come riporta il sito Mydrivers.

Batterie allo stato solido: è “troppo presto” anche per chi le sta sviluppando

L'incredibile moto al CES 2026

Il primo atto di questa storia è andato in scena al CES 2026 di Las Vegas (6-9 gennaio), dove è stata presentata la Verge TS Pro dotata di una particolare batteria allo stato solido sviluppata proprio dalla Donut Lab. La versione con l'accumulatore più capiente (33,3 kWh, come una piccola utilitaria) dichiarerebbe un’autonomia di 600 km.

La moto resta però una concept, in linea con il carattere prototipale della kermesse del Nevada. E non solo: la startup avrebbe perfino sviluppato una piattaforma per auto basata sulla stessa tecnologia, un salto quantico almeno sulla carta.

Batterie allo stato solido: è “troppo presto” anche per chi le sta sviluppando

Cosa non torna

La Donut Lab non rivela nulla sui materiali utilizzati per le sue batterie allo stato solido. Restano segreti anche i processi produttivi, mentre i dettagli tecnici non saranno pubblicati perché considerati proprietari.

L'accumulatore della Donut Lab dichiara numeri pazzeschi: densità energetica attorno ai 400 Wh/kg, contro i 200-300 degli ioni di litio, ricariche ultrarapide (200 kW e superiori in corrente continua) e una vita utile di 100.000 cicli, con prestazioni garantite tra i -30 e i 100 gradi centigradi. Possibile nel 2026?

Il punto più critico, però, riguarda i tempi di sviluppo: raccolti i capitali nel luglio 2025, la startup non ha attribuito alcun valore specifico a questa tecnologia. Ciò implicherebbe che la batteria sia stata sviluppata, testata e industrializzata in appena cinque mesi, un traguardo difficilmente credibile.

E la Svolt a che punto è?

La società con sede nel Jiangsu nasce dalla divisione batterie di Great Wall Motor ed è attiva nella ricerca dal 2012. È specializzata nello sviluppo di materiali, celle, moduli e sistemi di accumulo.

A novembre 2025 ha completato le celle liquido-solide di prima generazione, con densità energetica di 270 Wh/kg, pronte per la produzione di massa nel 2026.

Parallelamente, lavora alle celle semi-solide di seconda generazione, che puntano a raggiungere una densità di 400 Wh/kg. Quella dichiarata dalla Donut per il suo prodotto, ma che è ancora lontana dall'industrializzazione.

Serve tempo

Ad esercitare cautela e precisione sulle celle allo stato solido non è solo la Svolt. Per esempio, la Ducati V21L, presentata dal gruppo Volkswagen all’IAA 2025, rientra in un piano in cui VW prevede che almeno l’80% dei suoi futuri modelli elettrici utilizzerà batterie allo stato solido, senza però fornire una data.

La Toyota punta al debutto non prima del 2027-2028, mentre la cinese BYD, dopo un primo passo nel 2027, prevede una produzione su larga scala solo dal 2030. Tanto per essere chiari.

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