La storia dei motori ad aria compressa inventati da Guy Nègre è lunga e tormentata, e nemmeno troppo chiara: le notizie si susseguono dal 1990, alternando annunci clamorosi a lunghi periodi di silenzio. La comunicazione dell'azienda di Nègre, la MDI, è spesso laconica, ma proprio in questi giorni il quotidiano francese "Les Echos" ha pubblicato informazioni interessanti riguardo all'accordo con la più grande casa automobilistica indiana, la Tata Motors.

La Tata si è lasciata sedurre da questa nuova tecnologia, su cui gli industriali europei non vogliono più scommettere: "Siamo in contatto dal 2003, e il presidente del gruppo, Rantan Tata, è anche venuto a visitare il nostro stabilimento nel giugno del 2004, ma le nostre difficoltà finanziarie hanno rallentato le contrattazioni", ha spiegato Guy Nègre.

La MDI ha effettivamente dovuto ridurre drasticamente il personale e cedere una parte dei locali della zona industriale di Carros, a pochi chilometri da Nizza. Ma, grazie all'accordo firmato con gli indiani il 25 gennaio, "potremo terminare la messa a punto del motore", precisa Guy Nègre, che stima in diciotto mesi il tempo necessario prima di arrivare alla produzione in serie.

Lo scarno comunicato ufficiale non precisa l'importo dell'investimento da parte di Tata, ma lo stesso Guy Nègre aveva stimato in 10 milioni di euro la cifra necessaria per portare a termine la messa a punto di questa tecnologia "pulita", cui lui e suo figlio Cyril, entrambi ingegneri, stanno lavorando da anni. La Casa indiana potrà vendere i veicoli ad aria compressa sotto il marchio Tata in India, mentre MDI conserverà la licenza per il resto del mondo.

"Abbiamo già firmato 39 accordi in diversi Paesi con i futuri fabbricanti", spiega ancora Guy Nègre a "Les Echos". La politica di MDI è infatti quella di decentrare la produzione verso i mercati di destinazione, firmando contratti con industriali che si impegnino a investire in piccole fabbriche; a regime, ogni unità dovrebbe impiegare una sessantina di persone e produrre un veicolo ogni mezz'ora.

Il primo di questi stabilimenti dovrebbe nascere nei prossimi mesi, in Francia, proprio a Carros. Per questo motivo Nègre annuncia l'assunzione di una cinquantina di persone: dopo i tagli del personale degli ultimi anni, alla MDI erano rimasti solo in una decina.

Nella foto uno dei prototipi MDI