Alla fine, il debutto europeo della Bubble c'è stato: non in un vero e proprio stand, però, ma in uno dei parcheggi esterni del Motor Show di Bologna, fuori dal padiglione 30, per la precisione. La citycar di origine cinese, infatti, non ce l'ha fatta neanche questa volta a essere presentata in pompa magna.

Accusata di somigliare in maniera sconcertante alla fortwo, ha fatto arrabbiare non poco Daimler, la proprietaria del marchio Smart, che ha cercato di arginare il pericolo dell'invasione dei piccoli cloni cinesi agendo per vie legali. Un copione simile si era già visto allo scorso Salone di Francoforte, ma alla Martin Motors, importatore italiano, non si sono persi d'animo: hanno lasciato uno spazio vuoto nello stand e hanno esibito la Shuanghuan Noble (questo il nome originale) fuori, nel parcheggio.

La tesi difensiva della Martin Motors è che la Bubble e la Smart, in realtà, non hanno nulla in comune, oltre a una vaga somiglianza: una ha quattro posti e trazione e motore anteriori, mentre l'altra ha due posti e trazione e motore posteriori.

Intanto, la giustizia sta decidendo se la minicar cinese violi o meno i diritti della Daimler e quindi (ammesso che passi i test d'omologazione europei) se possa essere venduta anche in Italia.