Percorso
Partite da Parma e, trascurando la vicina autostrada (l'A15 Parma-La Spezia), seguite il percorso della strada provinciale 62 della Cisa. Passate Fornivo e Berceto, valicate il passo e continuate per Pontremoli, fino a raggiungere Lerici.
Cosa vedere
Un itinerario classico per gli amanti delle quattro ruote. Risale al 1913, infatti, la prima edizione della Parma-Poggio di Berceto, "corsa di montagna" organizzata per festeggiare il centenario della nascita di Giuseppe Verdi. Una gara considerata estremamente impegnativa, per la lunghezza e per il dislivello da superare, ben 800 metri. Questa fu anche la prima corsa disputata da Enzo Ferrari, come pilota.
Si parte da Parma, sede di due signorie, città di grande eleganza, che offre al turista un Duomo in stile romanico padano (la cupola è stata dipinta dal Correggio), con l'attiguo Battistero di Benedetto Antelami, monumento in marmo rosa che segna il passaggio dal romanico al gotico, oltre alla chiesa della Madonna della Steccata e alla Galleria Nazionale.
Usciti dalla città, si imbocca la strada per il passo della Cisa (che segna il confine tra Emilia-Romagna e Liguria) e si attraversa Fornovo di Taro, proprio sulla via Francigena, nel suo punto di raccordo tra la pianura Padana e la Lunigiana. Nel centro di Fornovo si trova la pieve romanica di Santa Maria Assunta (che secondo la tradizione sarebbe sorta sulle rovine di un tempio romano dedicato a Mercurio), già punto di sosta per i pellegrini. Ogni avventore, a seconda della propria destinazione, veniva distinto con un simbolo: la conchiglia di Saint Jacques per chi era diretto a Santiago di Compostela, la palma per coloro che si recavano a Gerusalemme, la chiave per chi proseguiva per Roma.
Arrivati a Berceto si è già a quota 808 metri e, proseguendo verso il passo, si toccano i 1039 metri. Prima di riscendere, si deve ancora affrontare il passo del Ringhedo (973 metri): da qui ci si dirige verso la Lunigiana, tra boschi di castagni e fitte pinete. Pontremoli sorge nella vallata del fiume Magra, alla confluenza con il torrente Verde. Nel borgo medievale del Pignaro si innalza il Castello (costruito intorno al Mille), mentre nella parte centrale dell'abitato, si trova la Torre di Castruccio, detta il Campanone, che divide, piazza della Repubblica da piazza del Duomo. Poco fuori dal paese, oltre il torrente Verde, si trovano la chiesa di San Francesco, che custodisce una Madonna col Bambino di Agostino di Duccio, e la Chiesa dalla Santissima Annunziata (XV secolo). Ogni anno, in luglio, a Pontremoli si assegna il premio letterario Bancarella che deve il proprio nome all'attività e alla tradizione dei librai ambulanti, i "bancarellai" appunto, molti dei quali provenivano da questi luoghi.
Ad Aulla, sempre sull'antica via Francigena, è possibile sostare alla Brunella (dal colore dello sperone di roccia vulcanica sul quale si erge: una costruzione militare cinquecentesca a pianta quadrata, circondata da un fossato, all'interno di un parco di lecci e castagni proprio alla confluenza tra il Magra e l'Aulella. Una posizione ideale per sorvegliare le due vallate. Proseguendo si entra in territorio ligure, e si raggiunge Sarzana, il cui centro storico è contenuto all'interno delle mura genovesi, per poi dirigersi verso il mare, fino a Lerici affacciata sul golfo della Spezia, conosciuto anche come golfo dei Poeti. Il soprannome gli fu dato dal commediografo Sem Benelli nel 1919, che qui lavorò a La cena delle beffe: e deriva dal fatto che in passato molti poeti, scrittori e artisti soggiornarono in questa località: Lawrence, George Sand, Lord Byron, Shelley e ancora Emma Orczy, autrice de La primula rossa, D'Annunzio, Marinetti. Lerici è dominata dal Castello a picco sul mare. In esso ha la sede un museo geopaleontologico inaugurato nel settembre 1998, dopo la scoperta, su una superficie rocciosa, di orme fossili di dinosauri e di un gruppo di rettili risalenti a circa 220 milioni di anni fa.
Food valley
Dalle valli nel parmense alle bocche di Magra fino alla Lunigiana, passando per i boschi della valle del Taro: si tratta di uno dei percorsi a maggior densità e varietà agroalimentare d'Italia. Parmigiano reggiano, prosciutto di Parma, salame di Felino (prodotto storicamente nella cittadina omonima), cipolla dorata, porcino di Borgotaro, castagne? Altrettanto ricco di sapori lo spazio oltre la Cisa. Qui si intrecciano le tradizioni dei salumi della Toscana e dell'Emilia, che hanno portato alla produzione di insaccati come la mortadella nostrale (una sorta di grosso salame), e usi culinari particolari, come il rito della "testa in cassetta" (costole e fegatelli di maiale cotti alla brace per festeggiare l'abbattimento dell'animale). Utilizzando le castagne prendono invece forma i testaroli (frittelle di farina di castagne e di grano, tagliate a rombi, bollite e condite con pesto, pecorino e olio) che sono il piatto tipico della Lunigiana. Il termine deriva da "testo", cioè il nome del contenitore in cui un tempo avveniva la cottura.
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