A lanciare la nuova “moda” del 2026 sulle Ztl è stata Bologna, con un annuncio del 18 dicembre 2025: il 1° gennaio sono entrate in vigore regole diverse per le auto ibride che intendono entrare nella Zona a traffico limitato del centro storico. Da quella data, il permesso virtuale per le vetture a doppio motore può essere rilasciato solo a persone residenti o aziende con sede nel Comune, consentendo l’accesso (con sosta a pagamento in base all’area). La novità è stata comunicata dall’amministrazione locale sul sito Internet ed è indicata dalla segnaletica.
Un privato che dovesse sbagliare verrebbe immortalato dalle telecamere ai varchi elettronici e riceverebbe a casa una multa di circa 95 euro (spese di spedizione incluse), che si riduce del 30% se pagata entro cinque giorni dalla notifica.
Entrano in troppi
Il Comune felsineo esclude i non residenti dalla Ztl centrale a causa dell’aumento esponenziale dei veicoli ibridi in circolazione a Bologna, come previsto dal Piano generale del traffico urbano del 2019: si è passati da 18 mila permessi di sette anni fa a 30 mila nel 2023 (e 10 mila vengono ora tagliati fuori).
Stop alle ibride (e pure alle elettriche)
In parallelo, a Ravenna è scattato il divieto per elettriche e ibride di entrare nella Ztl: le prime inizieranno a pagare la sosta negli stalli blu.
Spostandoci dall’Emilia-Romagna alla Sicilia, Acireale ha manifestato l’intenzione di cambiare le regole della Ztl del centro storico: divieto di transito per elettriche e ibride in modo continuativo su piazza Duomo, e durante gli orari di vigenza della Ztl su corso Umberto e corso Savoia, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la sicurezza di pedoni e ciclisti nel Comune del Catanese.
Il caso Napoli
Facciamo un salto in Campania: a Napoli, per circolare nelle Ztl, i proprietari di auto elettriche e ibride devono ora pagare un tagliando annuale di circa 30 euro. La sosta negli stalli blu non è più gratuita, ma legata all’Isee: i residenti pagano 20 euro l’anno di tagliando, più una quota annuale che per le Bev arriva a 150 euro e per le ibride a 300 euro, mentre solo 1.500 non residenti godranno di un’agevolazione (esauriti quei posti, versano la tariffa piena).
A ogni utilizzazione degli stalli di sosta a pagamento, i beneficiari delle agevolazioni dovranno utilizzare l’app Tap&Park dell’Azienda napoletana mobilità, pena un verbale per mancato rispetto dell’obbligo di porre in funzione il dispositivo di controllo della durata del parcheggio.
Cosa succede a Firenze, Milano e Roma
Dal 1° gennaio 2025, a Firenze le ibride hanno perso il diritto alla sosta gratuita nelle Zone di controllo sosta: ora pagano la tariffa intera, come benzina e diesel.
Dal 1° ottobre 2022, Milano ha introdotto il limite dei 100 g/km di CO₂ come discriminante per la gratuità delle ibride nella Ztl Area C: i modelli che superano quel valore pagano il ticket, oggi pari a 7,50 euro. Dal 1° ottobre 2030, tutte le ibride saranno soggette al pedaggio.
Caso particolare quello della Ztl centrale di Roma: dal 1° gennaio 2026, il limite di velocità nelle vie interne è sceso da 50 a 30 km/h. A breve, la Polizia Locale utilizzerà autovelox mobili per sanzionare chi eccede la velocità. Previsti anche autovelox fissi più numerosi in altre zone con limiti da 50 km/h in su.
Nel frattempo, nella gigantesca Ztl Fascia Verde, le diesel Euro 4 ed Euro 5 continuano a circolare liberamente.
Come evitare le multe
In questo ginepraio, come fa chi ha un’ibrida (o un’elettrica) a sapere se può circolare (o sostare) in una Zona a traffico limitato di qualche Comune? Non esiste una cabina di regia centrale, né un sito istituzionale che indichi tutti i divieti aggiornati in tempo reale lungo lo Stivale. Con misure a macchia di leopardo e in costante evoluzione, è quindi opportuno informarsi consultando il portale della singola amministrazione o chiedendo alla Polizia Locale.
E la segnaletica? C'è. Altrimenti le multe sarebbero nulle. Indica tutto con cartelli, pannelli rettangolari bianchi, e specifica le eccezioni con numeri e icone. Le indicazioni sono tante e spesso l’automobilista non ha il tempo materiale per interpretarle, specie se, alle proprie spalle, altri veicoli “pressano” per entrare nella Ztl.
Si ricordi anche che la multa di circa 95 euro arriva entro 90 giorni dall’infrazione e che, in quel periodo, si rischia di ripetere l’errore ricevendo multe seriali.
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