Sono poche le marche, i modelli, i segmenti di mercato che hanno resistito all'inarrestabile ascesa del diesel: ci sono Jaguar a gasolio, coupé a gasolio e addirittura cabriolet a gasolio. Sinora, però, non c'è mai stata una "Wrangler" a gasolio.

In vendita entro la fine del 2006, la nuova generazione della storica fuoristrada americana, la Jeep per antonomasia, sarà disponibile per la prima volta anche con un inedito motore turbodiesel, le cui caratteristiche non sono ancora state svelate. Non è finita: ci sarà anche tutta una serie di altri dispositivi pressoché sconosciuti agli indomiti amanti della "Wrangler"; si va dai vetri elettrici agli airbag laterali, per arrivare addirittura al controlli elettronici antiribaltamento, di trazione e di stabilità.

Quel che non cambia, anche dopo tutti questi anni (il nome "Wrangler" risale al 1986, ma l'impostazione generale della vettura è della metà degli anni Quaranta), è la filosofia di quest'auto tanto particolare, che per la Jeep deve permettere di "andare ovunque e fare qualsiasi cosa". Ecco, dunque, la trazione integrale inseribile, le marce ridotte, la generosa altezza da terra e i differenziali bloccabili.

La nuova "Wrangler", lunga come la precedente (3,88 metri), è più larga e più alta (arriva, rispettivamente, a 1,87 e oltre 1,8 metri) e ha un passo maggiore, pari a 242 centimetri. E, per chi proprio non ne vuole sapere del gasolio, è disponibile anche con un V6 a benzina di 3.8 litri da 205 CV e 325 Nm di coppia a 4000 giri, abbinato a un cambio manuale a 6 rapporti (in opzione, anche automatico a 4).