D.F.N. sono le tre lettere che identificano la variante automatica della Lancia "Ypsilon", una sigla che significa, in maniera inconsueta, Dolce Far Niente. Una decisione di marketing certamente fuori dagli schemi, che forse non piacerà a tutti, mentre non c'è dubbio che quella del cambio automatico (optional a 700 euro sulle versioni con motore "1400" o "1300 Multijet") è la scelta ideale per godersi al meglio quest'auto piccola, ma molto raffinata.
Sviluppato e prodotto da Marelli Powertrain, in questa terza generazione il cambio elettroattuato, che abbiamo testato su una "1.4 16V Platino", sembra giunto alla piena maturità. Cominciamo con l'utilizzo in automatico. In queste condizioni, il confort di marcia è quasi paragonabile a quello di un automatico classico, con convertitore di coppia. Il passaggio tra un rapporto e l'altro è molto ben raccordato, cosicché, viaggiando con un filo di gas, i cambi marcia sono quasi inavvertibili.
Salendo coi giri, le cambiate diventano più evidenti, senza però risultare mai fastidiose. Il cambio, poi, ha una sua "intelligenza": è in grado di interpretare lo stile di guida (sportiva o turistica) di chi è al volante e di adeguarvisi, spostando verso l'alto o il basso il regime di cambio marcia.
Se poi non si ha fretta, e si vuole risparmiare un po' di benzina, si può premere il tasto "E", posto accanto alla leva del cambio, che attiva la funzione "Economy". Da quel momento è l'elettronica a comandare, imponendo uno stile di guida particolarmente parsimonioso (secondo la Casa, i consumi diminuiscono del 3%).
Se invece si desidera cambiare manualmente, basta agire sulla leva selettrice, spingendola in avanti per salire di marcia e indietro per scalare. Peccato che non siano previste le pratiche levette dietro il volante, che consentirebbero di cambiare le marce senza staccare le mani dal volante.
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