Della "9-3" si apprezzano da sempre le doti stradali: assetto, sterzo, cambio e freni rendono piacevole e sicuro il "lavoro" di chi sta al volante.
Il pigro diesel "2200" di origine Opel montato sinora comprometteva, però, il piacere di guida. Adesso le cose sono cambiate: sotto il cofano c'è il "1900" common rail nato in casa Fiat, in due versioni: a otto valvole, con 120 cavalli e 280 Nm, e "16V", capace di 150 CV e 315 Nm; entrambe sono dotate di filtro antiparticolato e omologate Euro 4. Alla Saab non si sono limitati al "trapianto" del propulsore, ma ne hanno ricalibrato la centralina di gestione per modificare l'erogazione, adattandola alle caratteristiche della berlina svedese.
Per la versione più potente, che abbiamo provato, il risultato è apprezzabile: la "9-3 1.9 TiD 16V" spinge forte da 1800 a 4500 giri al minuto, secondo la Casa accelera da zero a 100 in 9,5 secondi e ha ripresa pari a quella della versione turbo a benzina "Aero" da 210 CV. Il cambio manuale a sei rapporti è ben manovrabile e, nonostante la coppia elevata, la frizione non è affaticante; tra l'altro, tutta la trasmissione è ben "intonata" così da rendere fluida la guida. Proporzionalmente, è meno apprezzabile il cambio automatico a sei rapporti con possibilità d'innesto manuale con pulsanti al volante, che, però, sarà ulteriormente messo a punto prima della commercializzazione, prevista per l'inizio del 2005.
Il confort di marcia, di buon livello nella versione con trasmissione automatica, è leggermente ridotto dall'assetto rigido montato sull'esemplare con cambio manuale e dal propulsore che, al minimo e in accelerazione, si fa sentire un po' di più dei migliori concorrenti.
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