La nuova "Sorento" cambia poco fuori, un po' di più dentro, dove la qualità delle plastiche è migliorata e sono spariti i rivestimenti in similradica, oggettivamente bruttini. L'auto è molto accogliente. Lo spazio non manca e anche in cinque si viaggia abbastanza comodi. Il bagagliaio, invece, non è altrettanto ampio: abbiamo rilevato una capienza di 371 litri (a filo della cappelliera), non tantissimi se si viaggia con tutta la famiglia.

Ma la vera novità è sotto il cofano. Grazie a un nuovo gruppo turbocompressore a geometria variabile, il quattro cilindri di 2.5 litri eroga adesso ben 170 CV a 4000 giri/min, 30 in più che sul modello precedente, con una coppia massima di 392 Nm a 2000 giri (erano 314). Molto pronto fin dai regimi più bassi, ben insonorizzato, questo quattro cilindri regala alla "Sorento" una vivacità inaspettata e una bella progressione nonostante una massa che, nelle condizioni del nostro test, sfiorava i 22 quintali.

Sulla nostra pista di Vairano abbiamo rilevato una velocità massima di poco superiore a 180 km/h e un tempo sullo "0-100" di 11,4 secondi, contro gli oltre 14 necessari alla precedente versione da 140 CV. Su strada la "Sorento" ha un comportamento onesto, caratterizzato da ampi movimenti di cassa (l'assetto è molto morbido) che la rendono poco agile e leggermente impacciata quando si ricerca una guida un po' più sportiveggiante. Lo sterzo, lento e impreciso, nonché soggetto a fastidiosi indurimenti, non migliora la situazione.

La trasmissione prevede un ripartitore di coppia centrale a controllo elettronico, eventualmente bloccabile manualmente, e le marce ridotte (rapporto 2,48:1), dotazione più che sufficiente per affrontare senza patemi anche tratti di fuoristrada piuttosto impegnativi. In realtà, quando si lascia l'asfalto, i limiti maggiori vengono dalle dimensioni rilevanti della carrozzeria e dai pneumatici che, per quanto del tipo "M+S", sono più adatti a un uso stradale. Equipaggiata con "scarpe" adeguate, però, la "Sorento" può arrampicarsi quasi dappertutto.