Tre numero perfetto, verrebbe da dire. Nella sigla del modello, e nelle motorizzazioni. La Citroën C3 si aggiorna, e a quattro anni dal lancio, si arricchisce di nuovi motori tre cilindri benzina più parchi e adatti ai tempi, nei contenuti (la telecamera di parcheggio, per esempio) e nella gamma colori.
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Modifiche di dettaglio. Non che sia cambiata troppo, la francese: qualche modifica al frontale - logo meglio integrato nella calandra, gruppi ottici ridisegnati, con l'aggiunta delle luci diurne a Led - e dettagli in coda. La C3 resta sempre simpatica e chic, un po' più alta delle concorrenti, spaziosa ma per nulla ingombrante. E con la particolarità del parabrezza panoramico Zenith, che avevamo già visto sulla serie precedente.
I prezzi al lancio. In concessionaria arriverà nel weekend del 25-26 maggio, con prezzi promozionali aggressivi, con la motorizzazione 1.2 al costo della 1.0: 9.850 euro per la 1.0 VTi 68 CV Attraction 5 porte, 10.650 euro per la 1.2 VTi 82 CV Seduction, e 12.400 nel caso della 1.2 Exclusive. Sempre in caso di rottamazione.
Su strada col tre cilindri. Visto che uno dei "temi forti" riguarda proprio i motori tre cilindri benzina, più leggeri ed economici dei precedenti, ci mettiamo alla guida della C3 1.2 VTi 82 CV, con gommatura 195/55 su cerchi da 16 pollici. L'impostazione alla guida è quella che conosciamo, rialzata, turistica, con sedile ampio a livello del busto e volante un po' inclinato. Il motore lo avevamo già apprezzato sulla 208: silenzioso, pastoso e con buona coppia in basso, in rapporto alla cilindrata e all'alimentazione aspirata.
Morbida e confortevole. Chiaro, questa C3 non è - né vuole essere - sportiveggiante - così mette subito a proprio agio. Non c'è nemmeno bisogno di spingere troppo sull'acceleratore, perché il motore è tanto regolare da offrire la sensazione di averne sempre. La frizione, invece, è piuttosto corposa e stacca un po' all'ultimo: questione di pratica. Il cambio a cinque marce è conosciuto, con innesti un po' lunghi e poco contrastati; la rapportatura consente di viaggiare in autostrada a 130 di tachimetro sui 4.000 giri. Buono il confort di marcia, l'abitacolo infatti è piuttosto silenzioso e le sospensioni sono quasi sempre in grado di neutralizzare efficacemente le irregolarità delle nostre strade extraurbane.
Manca l'Esp sull'Attraction. Piace poco, semmai, il posizionamento molto basso della plancetta della radio e del navigatore, che costringe a distogliere lo sguardo dalla strada. E peccato che l'Esp non sia di serie sul primo livello d'allestimento, l'Attraction. Piuttosto turistico lo sterzo, ma ben calibrato per il tipo di vettura e di clientela della C3, che ha confermato le sue qualità. Nell'occasione sono stati annunciati anche i lanci, in settembre, della nuova C4 Picasso a cinque posti, mentre la Grand C4 Picasso a sette posti si vedrà il mese successivo.
Andrea Stassano
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