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Esodo di Pasqua e ora legale
Colpo di sonno: il rischio invisibile che può costare caro alla guida

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Nessun allarme, ma qualche piccola cautela per chi viaggia a Pasqua. La concomitanza tra il passaggio all’ora legale del 29 marzo 2026 e l’esodo di Pasqua del 5-6 aprile può creare un vero e proprio “corto circuito” biologico.

A mettere in guardia gli automobilisti è il professor Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno. Nel mirino c’è il colpo di sonno, un episodio di addormentamento improvviso e inatteso al volante.

I dati scientifici lo confermano. In particolare, uno studio dell’Università del Colorado Boulder ha analizzato 732.000 sinistri avvenuti negli Stati Uniti nell’arco di vent’anni: nei giorni immediatamente successivi al cambio all’ora legale si registra un incremento del 6% degli incidenti mortali nelle ore mattutine.

Colpo di sonno: il rischio invisibile che può costare caro alla guida

Adattarsi al volo non è facile

Alle 2 del mattino di domenica 29 marzo, le lancette si sposteranno in avanti di un’ora, “rubando” tempo al recupero psicofisico all’inizio della Settimana Santa. Ma il corpo umano non è una macchina che si resetta istantaneamente.

Il nostro orologio biologico, che regola la produzione di ormoni fondamentali come la melatonina (regolatore del sonno) e il cortisolo (ormone dello stress e della veglia), subisce uno sfasamento che può richiedere fino a una settimana per essere riassorbito.

A Pasqua 2026, alcuni automobilisti potrebbero quindi affrontare i grandi spostamenti con un debito di sonno ancora non smaltito, accumulato pochi giorni prima. Chi soffre di insonnia o svolge lavori a turni può risentirne in misura maggiore.

Colpo di sonno: il rischio invisibile che può costare caro alla guida

Microsleep al volante

Il fenomeno più insidioso è il microsleep: una perdita temporanea di coscienza, un blackout di 5-10 secondi, sufficiente a compromettere attenzione, riflessi e capacità di giudizio. La sua pericolosità sta nella natura subdola del fenomeno, perché può verificarsi anche con gli occhi aperti.

Il conducente che si “risveglia” bruscamente si trova spesso a dover gestire una situazione mutata - una curva, un ostacolo, una frenata improvvisa - reagendo con manovre evasive scomposte, spesso all’origine di uscite di strada o ribaltamenti.

Il periodo pasquale aggiunge altre variabili critiche: viaggi verso località turistiche che superano le 3-4 ore di guida senza soste, così come i pasti abbondanti, aumentano la sonnolenza pomeridiana, rendendo più rischioso il rientro del Lunedì dell’Angelo.

I lunghi rettilinei autostradali, inoltre, favoriscono l’abbassamento della guardia, soprattutto tra le 2 e le 4 del mattino.

Colpo di sonno: il rischio invisibile che può costare caro alla guida

È come guidare in stato d’ebbrezza

Dormire meno di 5 ore o guidare dopo 18 ore di veglia continuata ha effetti sul cervello sovrapponibili all’alcol: le capacità cognitive risultano simili a quelle di un tasso alcolemico di 0,5 g/l, il limite massimo consentito dalla legge.

Il rischio è massimo all’alba, perché il cambio d’ora ritarda il sorgere del sole, costringendo molti viaggiatori a partire al buio, con il metabolismo ancora in modalità notturna.

I sintomi chiave

I campanelli d’allarme da non ignorare sono: bruciore agli occhi e sbadigli frequenti, difficoltà a mantenere la corsia, amnesie temporanee (non ricordare gli ultimi chilometri o i cartelli appena superati), palpebre pesanti e visione leggermente sfocata.

In presenza di questi sintomi è imperativo fermarsi in un’area di sosta sicura e concedersi un sonnellino di 15-20 minuti. Una breve dormita consente al cervello di ridurre i livelli di adenosina, la molecola della stanchezza, e di ripartire con una soglia di attenzione rinnovata.

Colpo di sonno: il rischio invisibile che può costare caro alla guida

No alle fake anti colpo di sonno

Molti tentano di combattere la stanchezza con rimedi improvvisati che la scienza giudica inefficaci: alzare il volume della radio, bagnarsi il viso con acqua fredda, abbassare il finestrino o abusare di caffeina ed energy drink offrono solo un’illusione di vigilanza.

Svanito l’effetto momentaneo, il sonno ritorna in modo ancora più violento.

Peggio ancora per chi soffre di OSAS

La combinazione tra ora legale, pranzi pasquali e lunghi viaggi è particolarmente rischiosa per chi soffre di Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS). Il disturbo provoca ripetute ostruzioni delle vie aeree durante il riposo, causando micro-risvegli continui, spesso inconsapevoli.

In Italia ne soffrono circa due milioni di persone, ma solo il 10-15% ne è a conoscenza. Chi ne è affetto, pur dormendo, si sveglia esausto, con capacità cognitive e percezione visiva ridotte, triplicando il rischio di incidente.

In caso di sospetto è fondamentale parlarne con il medico, che potrà prescrivere una polisonnografia per valutare la gravità del disturbo e impostare la terapia corretta, a tutela del riposo e della guida sicura.

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