Si fanno ancora più forti le polemiche sulla batosta alle auto elettriche a Roma. L’Unrae, l'associazione dei costruttori esteri che operano in Italia, critica infatti la recente delibera della Capitale che, dal 1° luglio 2026, introduce un contributo annuale a carico dei proprietari di vetture a zero emissioni: per entrare nelle zone a traffico limitato (ZTL) dovranno infatti pagare una tassa di 1.000 euro l’anno. Lo stesso vale per i veicoli a idrogeno.
Una "mazzata"
“Il provvedimento appare difficilmente comprensibile in un Paese in cui la quota di auto elettriche è ancora significativamente inferiore rispetto ai principali mercati europei”, attacca l’Unione delle Case estere. È vero che anche negli altri Paesi sono arrivate revisioni delle agevolazioni per le elettriche, ma solo a fronte di livelli di diffusione ben più elevati.
“In Italia, al contrario, in assenza di incentivi strutturali all’acquisto, è ancora più necessario sostenere l’utilizzo dei veicoli a zero emissioni, anche attraverso misure come l’accesso agevolato alle ZTL”.
Serve coerenza
A livello centrale, fa notare l’associazione, il governo spinge a favore delle auto elettriche con strumenti che incentivano la transizione, come la fiscalità sui fringe benefit favorevole a elettriche e plug-in. Spesso, però, gli interventi locali sono disallineati rispetto a quelli dell’esecutivo. Il risultato? Incertezza e disorientamento.
Invece, chi utilizza l’auto per lavorare in ambito urbano (professionisti, operatori e imprese) ha bisogno di stabilità e chiarezza per pianificare i propri investimenti. “Misure frammentate tra città e territori penalizzano gli operatori e indeboliscono la fiducia complessiva nel sistema”, chiosa Unrae.
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ZTL Roma, le Case auto contro il pass da 1.000 euro per le elettriche: “Il governo le spinge, Roma le tassa”
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