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Scania R490
ARRAMPICATORE SILENZIOSO

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Esame di maturità per lo Scania 6 cilindri Euro 6, che si ripresenta nella fascia di potenza più amata dagli Italiani. L’R490 conferma le buone prestazioni della versione precedente, ne migliora i consumi e in salita tira più di quanto sembri.

Senza tregua. Alla Scania l’evoluzione non si ferma mai, specie quella dei 6 cilindri in linea. Il V8, rimasto senza concorrenti, ha il suo mercato e quindi è proprio nei propulsori in linea che c’è più da sgomitare per proporre quel qualcosa in più. Così l’R480 Euro 6 che provammo meno di due anni fa è già diventato un 490 CV, beneficiando nel frattempo di tutte le migliorie che hanno consentito pure agli 8 cilindri di passare i più restrittivi limiti sulle emissioni. Chi aveva già un R480 Euro 6 ci resterà un po’ male, anche se dieci cavalli su 44 tonnellate non fanno una gran differenza. Chi è indeciso fra un R490 a 6 cilindri e un R520 V8 sappia che la differenza tra i prezzi di listino si aggira sui 20mila euro. Questo Scania resta comunque un veicolo piuttosto elitario, specie se alla cifra di base (166mila euro) si aggiungono la cabina Topline (7640), il cambio Opticruise (2820), il rallentatore (8400) e tutti gli altri optional che agghindano l’esemplare in prova. Di sicuro potrete consolarvi con i contenuti tecnici e, anche senza essere ingegneri, alla prima salita vi stupiranno i 2550 Nm di coppia massima: roba da camion “over500” e da cilindrate ben più cospicue dei 13 litri scarsi del 6 in linea Scania.

Più passista che velocista

Della forza di questo R490 ci si accorge per come riesce a tenere le marce quando è sotto sforzo, a dispetto della rapportatura lunghissima che sta ormai dilagando tra i camion contemporanei, siano essi da lungo raggio, distribuzione o cava: qui a 80 km/h si viaggia sui 1100 giri/min. A dissimulare la verve del motore contribuisce il sound allo scarico, notoriamente basso su tutti gli Euro 6 a causa del percorso più lungo sostenuto dai gas. E se agli “aficionados” della Casa questo potrebbe sembrare un difetto, nessuno potrà negare che l’R490 abbia un confort acustico da ammiraglia; basti dire che, in piena accelerazione, i decibel di picco sono inferiori a quelli rilevati su qualche concorrente a 85 km/h costanti. Al resto provvedono i nuovi sedili Recaro e le solite ampie regolazioni del piantone Scania. Con la R Topline, che è la più grande delle cabine disponibili, complice il tunnel motore poco invasivo, lo spazio a disposizione non manca. E la particolare forma del tetto massimizza il volume degli scomparti sopra al parabrezza.


Una gestione raffinata

I primi Euro 6 Scania (a 5 e 6 cilindri) avevano una valvola a farfalla sul condotto d’aspirazione che serviva a mantenere il motore nel regime termico ideale per far lavorare l’SCR. Era, comunque, una strozzatura che penalizzava il rendimento volumetrico. Ora non c’è più: sono l’iniezione Xpi e il ricircolo dei gas EGR a gestire le temperature, con il contributo del turbo a geometria variabile. Ed è sempre un bene quando si riesce ad andar meglio togliendo qualche pezzo (divenuto) superfluo. Nell’ottica di aumentare il rendimento, termodinamico stavolta, pure il rapporto di compressione torna a salire: da 17 a 17,3:1. Pochi “miseri” decimali che, però, contribuiscono ai 50 Nm di coppia in più rispetto al vecchio 480. Il compressore dell’impianto pneumatico, poi, è disinseribile per “limare” la potenza assorbita dagli ausiliari. Così come le luci diurne e i fanali posteriori a led mettono meno in affanno l’alternatore. Insomma, la guerra ai trascinamenti passivi è totale, tant’è che la Scania adesso la combatte sganciando la trasmissione ogni volta che il camion può mantenere l’andatura solo per inerzia: è l’Eco-Roll, dispositivo di messa in folle, o ruota libera, che hanno ormai tutti i concorrenti (tranne Iveco e MAN). Il suo abbinamento con il cruise control predittivo, che via GPS predispone la catena cinematica ad affrontare le salite e le discese successive, diventa fondamentale anche per un veicolo come lo Scania che pure ha sempre mostrato ottime doti di scorrimento, anche a marcia inserita. Il tutto, qui, è imbrigliato nel solito telaio F700 (spessore 7 mm) con ralla senza piastra e sospensione posteriore a 4 soffietti. In pratica la configurazione Light-Softair, che ora viene offerta senza sovrapprezzo e contribuisce a tenere la tara sotto i 7500 kg: non male per una vice-ammiraglia in regola con l’Euro 6.

Proprietà invariativa

Cambiando i numeri sulla calandra, le prestazioni restano invariate (o quasi): questo R490 copia fedelmente le prestazioni del 480, in ripresa addirittura al centesimo di secondo. E comunque sono tempi al vertice della categoria appena sotto i 500 CV. Rispetto al suo predecessore affronta il test in salita tenendo la stessa velocità, ma con una marcia in più. Una capacità di tiro che ripaga nei consumi: l’R480 non era andato oltre i 3,11 km con un litro di gasolio, questo arriva a 3,21. Anche l’Eco-Roll è furbo: interviene solo se valuta di poter tenere il camion in folle per un tempo abbastanza lungo, ben sintonizzato con il cruise control predittivo. Così come sono bilanciati i sistemi di rallentamento: alla predominanza del retarder sul freno motore (al contrario di quanto avviene su tutti gli altri modelli) rimedia il cambio automatizzato, che in discesa scala una marcia in più. L’handling è quello inappuntabile di ogni Scania; attenzione però al paraurti anteriore, che coi pneumatici /70 resta molto vicino al suolo.

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