Alfa Romeo Alfetta GT GTV
I MOTORI
L’analisi della gamma motori aiuta a fare chiarezza anche sui nomi di queste Alfa Romeo nelle varie declinazioni. L’appellativo Alfetta GT è riservato alle sole 1.6 e 1.8 della prima serie. Le Alfetta GTV sono invece quelle da due litri e tra loro merita una menzione il raro allestimento Turbodelta, con il cofano nero e una banda multicolore nella parte bassa della fiancata. In occasione del restyling, il nome Alfetta scompare e la vettura viene chiamata semplicemente GTV con la motorizzazione 2.0 e GTV6 con il raffinato e prestante V6 2.5 della celebrata stirpe di motori Busso. Quest’ultima si distingue in modo evidente per la pronunciata gobba sul cofano. Da un punto di vista tecnico merita di essere sottolineata la particolarità di alcune scelte. A livello di trasmissione, le varie Alfetta GT e GTV hanno uno schema transaxle, con il cambio e la frizione sull’asse posteriore. Al retrotreno, tra l’altro, i freni a disco sono montati all’uscita del differenziale per ridurre le masse non sospese. La trazione è sempre posteriore.
PRO E CONTRO
Gli estimatori delle Alfa Romeo Alfetta GT, delle Alfetta GTV e delle GTV pure e semplici riconoscono loro prima di tutto una qualità impalpabile, ovvero una personalità molto spiccata. A parte le considerazioni estetiche, soggettive, a delineare il loro carattere sono i motori bialbero e V6, con un sound suggestivo e una grande elasticità, e una notevole tenuta di strada. Solo forzando l’andatura emerge un leggero sottosterzo, mentre a livello di stabilità le reazioni sono sempre omogenee. Anche la frenata è equilibrata e valida, ma non bisogna dimenticare che nessun esemplare dispone del sistema antibloccaggio Abs. Il rovescio della medaglia è invece rappresentato da uno sterzo pesante, privo di sevoassistenza, e da un cambio lento e con innesti poco precisi. Sul libro nero finisce infine la cura costruttiva: la qualità dei materiali impiegati per la componentistica lascia un po’ a desiderare e anche gli assemblaggi non sono impeccabili.