Alfa Romeo SZ/RZ
I MOTORI DELLE ALFA ROMEO SZ E RZ USATE
Da un punto di vista tecnico, le Alfa Romeo SZ e RZ sfruttano componenti collaudati, derivati dalle versioni sportive e corsaiole della 75. Due esempi vengono dal pianale e dall’impianto frenante. Questo è privo di Abs e con i dischi posteriori montati internamente, vicino al differenziale. Da quelle parti si trovano anche il cambio e la frizione, secondo lo schema transaxle. Questa disposizione assicura una ripartizione abbastanza equa del peso, che grava per il 56% sull’avantreno e per il 44% sul retrotreno. Le sospensioni, dal conto loro, sono a quadrilateri trasversali anteriori e a ponte De Dion posteriore. L’assetto è molto ribassato, con un’altezza minima da terra di appena 8,5 cm. Ciò impone alle Alfa Romeo SZ e RZ di sfruttare un sistema di sollevamento idraulico per superare ostacoli e dislivelli senza danni. Anche il motore V6 3.0 deriva da quello impiegato sulla 75. Rispetto a quello della grande produzione di serie, il tre litri delle Alfa Romeo SZ e RZ adotta però una messa a punto specifica. Condotti di aspirazione e di scarico maggiorati e una fasatura delle valvole più spinta gli permettono di raggiungere la potenza di 210 CV, pur mantenendo un’ottima elasticità.
PRO E CONTRO DELLE ALFA ROMEO SZ E RZ USATE
Le Alfa Romeo SZ e RZ si scelgono principalmente per esclusività e appeal. A lasciare un po’ a desiderare sono invece praticità e prestazioni. I sedili, rivestiti di pelle, sono ampi e ben profilati e trattengono bene il busto e le gambe in curva. L’abitacolo emana un fascino particolare, con dettagli di fattura artigianale cui si perdona volentieri qualche imprecisione. La zona posteriore è pensata invece per sistemare eventuali borse. Il bagagliaio è infatti molto piccolo e quasi completamente occupato dal ruotino di scorta. In caso di foratura, tra l’altro, non è in grado di ospitare nemmeno la ruota bucata, che deve pertanto essere messa nell’abitacolo, infilata in un’apposita custodia. Quanto alle performance, sulla carta ci si aspetterebbe forse di più da una sportiva Doc. In ogni caso, la generosità e il sound del V6 Busso regalano comunque emozioni. La coppia maschera anche bene i rapporti lunghi del cambio. Nel caso della Roadster apertura e chiusura della capote si compiono manualmente senza tanta fatica. Anche a tetto abbassato nell’abitacolo non ci sono vortici d’aria fastidiosi.