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Alfa Romeo
Sembra un sogno, ma è realtà: torna la 33 Stradale

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Sembra un sogno, ma è realtà: torna la 33 Stradale
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L’indizio non è neppure troppo velato. Infatti, al centro dello stand Alfa Romeo al Brussels motor show, tra Giulia e Stelvio restyling e la Tonale plug-in hybrid Q4, troneggia una regina d’epoca: la 33 Coupé Stradale del 1967, di proprietà del Museo storico di Arese. Una delle auto più belle del mondo – e mi prendo tutta la responsabilità di ciò che affermo -, nata dalla matita del grande Franco Scaglione. Una vettura estrema ed essenziale, capace ancora oggi di azzerare la salivazione in chi ha la fortuna di poterla ammirare.

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Anticipazione. Ebbene, la presenza della 33 del ’67 tra le colleghe moderne, è di buon auspicio per l’immediato. Nel senso che si può interpretare come una sorta di “trailer” della nuova supersportiva – il cui nome dovrebbe essere proprio 33 –, che la Casa milanese svelerà in marzo, con probabile lancio nel tardo autunno. A quel punto scopriremo quanti esemplari – immaginiamo, pochini - verranno realizzati della nuova vettura. È questa la strategia di breve-medio periodo della Casa nella fascia di punta, in attesa del delicato passaggio all’alimentazione elettrica, prevista per il 2027.

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Piccoli numeri. Insomma, una 33 Stradale riservata a pochi fortunati, ma che avrà il merito di rilanciare l’immagine al top del marchio milanese, da lungo tempo rimasto privo di modelli estremi, come la 8C Competizione (2007) e la più piccola e recente 4C (2013). Ma il punto focale è un altro: a volere la nuova 33 – non certo un dettaglio – è stato proprio Jean-Philippe Imparato, appassionato ceo del Biscione, che dopo aver rimesso in carreggiata i conti della Casa, ora si gode il “dessert” sotto forma della bramata supersportiva. E adesso che la supercar sta per diventare realtà, la notizia suonerà come un richiamo suadente per i tanti appassionati dell’Alfa: un po’ come se si avesse avuto conferma che l’oggetto della propria passione avrà un futuro, anche ludico. Forse anche migliore di quello che è stato in passato, a patto che le vendite di modelli proseguano in modo spedito e si riescano a produrre quei margini utili a impostare un vero rilancio sportivo (inclusa, forse, anche una più popolare “Duetto”). Ossia, quello che un marchio glorioso come l’Alfa Romeo merita a prescindere.

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Emozione pura. Tornando alla prossima 33, per deduzione e logica, la base tecnica dovrebbe essere mutuata da quella della Maserati MC20 (2020), non solo perché è di gran pregio, ma anche perché è bell’e pronta. Dunque, la supercar Alfa (nel disegno, la nostra ricostruzione) potrebbe adottare a sua volta il motore centrale Nettuno 3.0 V6 biturbo (non si sa, se elettrificato o meno), incastonato in una scocca leggera, forse tutta di carbonio. E, a rivestire la meccanica, immaginiamo una sinuosa carrozzeria che, nel frontale con tanto di Trilobo e nelle proporzioni, richiamerà in chiave moderna temi stilistici cari al Biscione. Forse non tutti sanno che già nel 2018 il ritorno di un’Alfa a motore centrale ibridizzato da oltre 700 cavalli sembrava cosa fatta. Poi, però, il progetto venne cancellato. A vedere la luce fu invece proprio quello della Maserati MC20, coupé e spider (la Cielo), ora endotermica e, in futuro, pure elettrica (la Folgore). Un percorso che in parte potrebbe essere seguito anche dall’Alfa 33.  

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