La soglia massima delle emissioni auto ammesse dall'ecobonus potrebbe scendere da 70 a 60 g/km di CO2. Con un emendamento al cosiddetto decreto milleproroghe, un manipolo di deputati del Movimento 5 stelle sta infatti tentando di ridurre la platea delle plug-in che beneficeranno dell’incentivo: una misura che in questo momento non avrebbe alcun impatto sul mercato, visto che nessun modello a listino tra quelli che hanno diritto al bonus dichiara emissioni comprese tra i 61 e i 70 g/km.
Importi invariati. Nulla cambia per gli importi, che per la nuova fascia 21-60 restano di 1.500 euro e, in caso di rottamazione, 2.500 euro. E nulla cambia per la prima fascia di emissioni, tra 0 e 20 g/km, che prevede, rispettivamente, 4.000 e 6.000 euro. Invariata anche la soglia di prezzo di listino al di sotto della quale si ha diritto al bonus, 50.000 euro più Iva.
Blitz ingiustificato... L'emendamento desta stupore, non solo perché fuori contesto (che c’entra la rimodulazione della norma in un provvedimento come il milleproroghe?), ma anche perché il tentativo, per ora non riuscito, di limitare la platea delle auto che beneficeranno dell’aiuto statale non asseconda lo scarso interesse del pubblico mostrato lo scorso anno, il primo dell’iniziativa triennale: infatti, dei 60 milioni di euro stanziati nel 2019, circa dieci sono rimasti nelle casse dello Stato (il governo, peraltro, non ha usato la somma per rimpinguare la dotazione per il 2020, pari a 70 milioni di euro). In ogni caso, la spinta delle Case sull'alimentazione determinerà un aumento della domanda per queste vetture (lo dimostrano i dati di gennaio, mese in cui sono state immatricolate 1.341 plug-in, quasi il quadruplo rispetto allo stesso periodo del 2019) ed è probabile che la "stretta" abbia il solo scopo di evitare, in prospettiva, un precoce esaurimento dei fondi.
… ma coerente con le norme sul fringe benefit. Va detto, peraltro, che la soglia di 60 g/km è in sintonia con quella introdotta con la recente riforma della tassazione sulle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti delle imprese, che prevede, appunto, una prima soglia di tassazione, il 25%, proprio per le vetture con emissioni fino a 60 g/km. Infine, va ricordato che il provvedimento, ancora fermo in commissione in prima lettura, deve essere approvato dal parlamento entro il 28 febbraio, pena la sua decadenza. Si vedrà cosa accadrà durante la discussione nell'aula della Camera, prevista nei prossimi giorni.
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