Burocrazia

Permessi per disabili
La banca dati nazionale delle targhe slitta a ottobre

Permessi per disabili
La banca dati nazionale delle targhe slitta a ottobre
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Sarà operativa solo a fine ottobre la banca dati delle auto al servizio dei disabili, quella che aprirà automaticamente i varchi elettronici di tutte le Ztl d’Italia, senza più necessità di ottenere un’autorizzazione preventiva o di informare a posteriori, di volta in volta, i comandi di polizia del Comune diverso da quello di residenza (l’unico, finora, in grado di riconoscere automaticamente la targa autorizzata). In pratica, grazie alla nuova piattaforma informatica nazionale, tutti i comandi di polizia d’Italia potranno verificare telematicamente e in tempo reale la presenza, nel database, della targa associata a un contrassegno e, dunque, “abilitarla” a circolare e accedere nelle rispettive zone a traffico limitato, senza più alcun rischio di multa. La novità, preannunciata lo scorso giugno, subirà però un ritardo: lo ha annunciato oggi il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini in una conferenza stampa congiunta con la ministra per le disabilità Erika Stefani e, in collegamento, con il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, delegato dall’Anci (l’associazione dei Comuni italiani).

I Comuni alimenteranno il database. Bocche cucite, invece, sui contenuti dello schema di decreto ministeriale attuativo della disposizione di legge introdotta nel 2019 su cui nelle settimane scorsa è stata raggiunta l’intesa tra tutti i soggetti coinvolti (ministro delle Infrastrutture, ministro dell'Economia e delle finanze, ministro dell'Interno, Garante per la  protezione dei dati personali e associazioni delle persone con disabilità più rappresentative a livello nazionale) e sul costo dell’operazione, finanziata con un apposito "Fondo per l'accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità" istituito presso il Ministero delle infrastrutture. Quattroruote, però, è in grado di anticipare i contenuti del decreto. La nuova piattaforma informatica sarà istituita presso il Centro elaborazione dati (Ced) del ministero delle Infrastrutture. I dati saranno inseriti (e aggiornati) dai Comuni, gli unici enti competenti al rilascio del Cude, il Contrassegno unificato disabili europeo, il cosiddetto "permesso europeo". In pratica, un addetto dell’amministrazione locale inserirà nell’apposita maschera informatica del ministero il numero del contrassegno, la data di rilascio, quella di scadenza e due numeri di targa associati comunicati dal titolare, ma con un ordine di priorità (il Cude, infatti, non può essere usato contemporaneamente su più veicoli). Gli stessi uffici comunali provvederanno, ove necessario, all’aggiornamento dei dati (ma non in caso di decesso del titolare, visto che, in quella situazione, l’aggiornamento sarà automatico grazie al collegamento tra il Ced del ministero e l’Anagrafe nazionale della popolazione residente).

Privacy assicurata. Chi teme per la propria privacy, dunque, può stare tranquillo: in nessun caso il ministero conoscerà il nome del titolare. Non solo. L’informazione che successivamente all’inserimento dei dati sarà scambiata tra la nuova banca dati e il Comune diverso da quello di residenza in cui l’auto al servizio del disabile circolerà sarà un codice alfanumerico univoco, diverso dal numero di contrassegno, che sarà generato automaticamente dal Ced in fase di inserimento dei dati e che sarà finalizzato unicamente a comprovare l’effettivo abbinamento di un Cude al numero di targa di volta in volta indicato come prioritario. Insomma, nessuna informazione specifica o personale transiterà tra i vari enti.

Tutto facile con una app. Infine, grazie a un’apposita funzione informatica accessibile dal sito www.ilportaledellautomobilista.it, dall’app IO e probabilmente anche da altre app (iPatente?), il titolare del Cude, cioè direttamente il disabile o la persona che se ne occupa, potrà gestire autonomamente l’abbinamento tra il codice univoco e uno dei due numeri di targa presenti nel sistema informatico. Addirittura, in caso di necessità, sarà possibile inserire nuovi numeri di targa, sostituendo di volta in volta uno o entrambi quelli già presenti (il limite di due targhe registrate a sistema è, per ora, invalicabile).

COMMENTI

  • E per gli stranieri cosa è previsto? Certamente andando in un Comune italianon non gli inseriranno i suoi dati nella banca dati, ed allora come farà ad entrare nelle ZTL?