L'amore è il motore della vita. L'uomo non può farne a meno: la sua è una continua e affannosa ricerca. Sembra essere questo il senso dei più recenti film di e con Carlo Verdone, ("L'amore è eterno finché dura", "Manuale d'amore"): "È bello poter sognare un amore importante" dice l'attore-regista, "anche se in questi ultimi anni la tendenza è di avere sempre di più relazioni a tempo determinato".
È possibile innamorarsi anche di un'automobile?
Certamente. Ci sono molte similitudini tra queste relazioni, seppure così diverse... Anche per le auto possiamo parlare di un arco di tempo circoscritto, perché la velocità con cui vengono immessi nuovi modelli sul mercato ci spinge a un continuo aggiornamento. Un po' quello che succede alle coppie che stanno insieme da tanto tempo e che, alla fine, cercano la novità all'esterno. Ma è anche vero che amare vuol dire gran senso di responsabilità, una cosa che di certo non si può provare per un oggetto. Questo non toglie che gli uomini desiderino, ogni tanto, un po' di adrenalina. Rappresentata anche da una bella auto...
Allora può essere vero che la prima macchina, esattamente come il primo amore, non si scorda mai?
Proprio così. Ricordo che riuscii a comprarmi, con i primi soldi guadagnati, una Fiat "127" bianca. Avevo 26 anni. Quando ho dovuto separarmene, mi è dispiaciuto tantissimo. Vi ero molto affezionato e avevo tanti ricordi legati alle prima vacanze, agli spostamenti di lavoro eccetera.
Tra i tanti personaggi che ha interpretato, ce n'è uno che ricorda per il suo legame con l'automobile?
Direi due in particolare. La "Giulietta Sprint" che ho usato per "Gallo Cedrone" (nella foto) e la Fiat "Dino Spider", inseparabile compagna del bullo di periferia in "Un Sacco Bello". In entrambi i casi, l'auto ha un ruolo molto importante, in grado di caratterizzare il personaggio.
Scorrendo indietro nel tempo e nei film, sono tanti i ricordi...
La "Alfasud" color mattone dell'immigrato che torna a casa in "Bianco Rosso e Verdone", per esempio, aiutava davvero a creare lo spaccato di un periodo e di una certa condizione sociale, così come la BMW "M3 Cabrio" della coppia di "coatti" in "Viaggi di nozze".
E oggi, che cosa desidera da un'auto?
Affidabilità e sicurezza. Naturalmente anche la linea è importante. Forse, però, oggi presto un po' meno attenzione all'estetica e più alla funzionalità. Attualmente possiedo due macchine, scelte proprio tenendo in considerazione questi criteri. Sono diverse tra loro e le uso secondo le esigenze. Ho una BMW "330" che mi serve quando devo compiere lunghi percorsi, mentre per quelli più brevi ho preferito una Nissan "Micra". Il design di quest'ultima mi piace molto, perché ha una linea veramente originale. Mi ricorda, vista da dietro, la vecchia Lancia "Ardea".
L'auto è status symbol. È ancora vero?
Sì. Sempre più spesso si sente di persone che comprano un'auto perché è di moda, o non la comprano perché è "burina". L'acquisto non viene fatto solo per necessità, ma anche per seguire la moda.
Come vive Verdone la sua città?
Purtroppo, a Roma c'è solo un modo per evitare il traffico: munirsi di due ruote. Bisogna farsi furbi, altrimenti agli appuntamenti non si riuscirebbe neanche ad arrivare. Personalmente, ho uno scooter e una moto. In questo modo riesco a vivere senza stress quotidiani.
E l'auto dei sogni?
Sicuramente è l'Aston Martin "DB7", una macchina di classe molto elegante e curata nei minimi particolari. Devo dire che mi piace molto anche il nuovo futuribile modello Fiat che assomiglia molto alla vecchia "500", la "Trepiùno". Vedendo le immagini sui giornali mi ha fatto un certo effetto. È graziosa, con quelle linee così morbide, e ricorda molto quella che ha fatto la storia dell'auto, un po' di tutti noi?
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