Le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente oggi attribuiscono al traffico veicolare una sempre minore partecipazione nelle quote di inquinamento atmosferico rilevate dalle loro centraline. Cavalcando sempre più il tema dello smog, in netta controtendenza (e con piglio manifestamente ideologico), alcune amministrazioni comunali del Nord Italia si stanno, invece, accanendo contro la mobilità personale, diramando precisi calendari per rottamare progressivamente nel tempo le auto meno recenti dei loro cittadini. Nonostante le misure di contrasto all'inquinamento atmosferico nel breve, medio e lungo periodo siano di competenza delle Regioni, relativamente alle grandi città ci sono ancora pochi Comuni che, in nome della tutela della “salute pubblica dell’amministrato” (o di sempreverdi “emergenze aria”), già impongono delle restrizioni. Queste possono essere di tipo temporale o definitivo, abbinate a scadenzari di “domeniche ecologiche” e a blocchi del traffico di vario genere e motivazione.

Situazione rivedibile. Di fatto, chi abita in una media e grande città prima o poi sarà chiamato a fare i conti con la classificazione ambientale ottenuta dal proprio veicolo in fase di omologazione. A oggi la maggior parte dei Comuni, soprattutto dal centro Italia in giù, non ha aggiornato il proprio piano urbano della mobilità sostenibile, documento nel quale si fondano le strategie e si pianificano gli strumenti per poter alzare, progressivamente nel tempo, l’asticella dei divieti. Di conseguenza, molte di queste limitano ancora i blocchi alle classi ambientali Euro 0 e 1 a benzina ed Euro 0, 1 e 2 diesel. Succede anche a Roma, nonostante i ripetuti annunci del sindaco, che, come quello di Torino, per gli stessi motivi elettorali continua a dichiarare pubblicamente guerra alle auto. Il punto di riferimento nazionale in materia di divieti alla circolazione è già Milano, dove da tempo si conduce una crociata contro la mobilità privata. Dietro a uno strumento battezzato Area B, quasi 200 telecamere puntate su tutti gli ingressi cittadini già spediscono automaticamente le contravvenzioni a chi è stato privato del diritto alla circolazione. Il progetto imposto, ideologico e privo di riscontri scientifici, per quanto riguarda le motivazioni di urgenza fornite a suo sostegno, ha determinato polemiche e un feroce calendario di rottamazioni, spesso ai danni di famiglie che avevano già difficoltà a cambiare l’auto prima dello scoppio della pandemia, e che con ogni probabilità rimarranno appiedate per sempre. Tra i cosiddetti “propulsori termici,” a Milano i motori a benzina omologati Euro 6 saranno gli ultimi a essere dismessi.

Milano: la rottamazione è d'ottobre. Di seguito riportiamo le date entro cui il Comune prevede di accantonare i veicoli ad alimentazione tradizionale, a partire dai più datati.
1/10/2022:
Euro 2 benzina, Euro 3, 4 diesel con Fap di serie e con campo V.5 carta circolazione <= 0,0045 g/km, Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con Fap after-market installato entro 31.12.2018 e con classe massa particolato pari almeno a Euro 4, Euro 5 diesel
1/10/2025: Euro 3 benzina, Euro 6 diesel leggeri A-B-C acquistati dopo 31.12.2018
1/10/2028: Euro 4 benzina, Euro 6 diesel leggeri A-B-C acquistati entro il 31.12.2018
1/10/2030: Euro 6 diesel D_TEMP, Euro 6 diesel D

Il suggerimento. Prima dell’ambizioso obiettivo del “carbon free”, fissato e deliberato da Palazzo Marino già nel 2030, chi macina molti chilometri all’anno farà giusto in tempo a comprare ancora un’auto alimentata a gasolio: solo quella, però, che sulla carta di circolazione riporta la classificazione Euro 6 d_Temp. In ogni caso, per scongiurare brutte sorprese, prima di cambiare bisogna verificare bene nei siti internet istituzionali (Comune o assessorato alla Mobilità) per quanto tempo ancora potranno circolare le vetture meno recenti. E quali saranno i provvedimenti di prossima o futura attuazione in materia.

COMMENTI

  • Le prime tre righe dell'articolo bastano e avanzano.
  • Sembra di vivere in una situazione paragonabile a quella di un'invasione barbarica, fatta questa volta di leggi, regolamenti, ordinanze. Forse si salverà solo chi, come i monaci dell'alto medioevo, si rifugerà in qualche sperduto paesino con la propria Euro 1 o 2 per preservare la memoria del motore termico. O dobbiamo sperare nell'arrivo anche in Italia dei gilet gialli?
  • Dovreste fare un sondaggio anonimo tra i meccanici chiedendo quanti FAP hanno eliminato dalle auto e quanti sistemi AdBlue hanno escluso tramite modifiche alle centraline, vi rendereste conto che le auto che circolano non sono così poco inquinanti come sembra.
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  • Vorrei tutto questo accanimento come oramai c'è per tutti i veicoli tranne elettrici,anche per quel restante di 88% di inquinamento che c'è prodotto da non veicoli.
  • Il problema è che per cavalcare "l'onda" della difesa dell'ambiente e dell'aria "pulita" in emilia anche comuni di 5.000 abitanti hanno iniziato a vietare la circolazione di auto benzina e diesel euro 2 dalle 8.30 alle 18.30 da Ottobre ad Aprile. Ma chi deve transitare per questi paesini per andare al lavoro come fa? non esiste un servizio bus come nelle città. Siamo alla follia!
  • Navi, aerei, caldaie pellet/stufe, Centrali elettriche a carbone, allevamenti bovini (che sembrano inquinare piu delle voci precedenti tutte insieme). Vogliamo il bovino euro6!!!!!
  • E le stufe a pellet? Nella mia via ci sono 4 famiglie su15 che ce l'hanno. E in certe condizioni invernali (nebbia o poco vento) l'aria è irrespirabile. Senza auto che circolano
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  • Vabbé, però, tralasciando anche tutto, quei cartelli come quelli riportati nelle foto con il divieto di accesso seguito da tutte quelle paroline di date, orari, classi ambientali, direttive, ecc., ecc, sono da puro delirio legislativo. Chi è in grado di leggerli senza fermarsi? Chi è in grado di decifrare la dicitura 91/441/CE e tutte le altre? Ma neanche chi ha redatto il regolamento legislativo di fronte a cartelli del genere ci capirebbe qualche cosa senza fermarsi mezzora a consultare internet. "Roba da matti".
  • ATTENZIONE! Studio di Airparif e Île-de-France Mobilités pubblicato nel 2021 sull'inquinamento prodotto da autobus con motori differenti: cercate su google "FRANCIA: STUDIO INEDITO DELLE EMISSIONI DEI BUS IN CONDIZIONI OPERATIVE REALI"