Dodici Stati, due deserti, un passo di montagna di 3500 metri e oltre 10.000 chilometri di strada: questi i numeri del Mongol Rally, una corsa lunga e spettacolare, il cui scopo non è tanto la competizione quanto la beneficenza.
E fra i 200 concorrenti che il prossimo 21 luglio partiranno dall'Hyde Park di Londra diretti a Ulan Bator, la capitale della Mongolia, ci saranno anche quattro intraprendenti ragazzi milanesi a bordo delle loro mitiche 500 Abarth degli Anni 70. Manfredi Terzi, Luca Gagliardoni e le loro compagne di viaggio Paola Cassola e Carlotta Vento hanno deciso di lanciarsi in questa avventura riservata alle vecchie auto con cilindrata massima di 1000 cm³, i cui proventi vengono donati agli orfani della metropoli mongola, tramite associazioni come "Hope and Homes for Children", "Mercy Corps" e "Send a cow".
Armati solo dell'amicizia che li unisce, di tanto coraggio e ovviamente delle loro 500 totalmente trasformate per l'occasione dalle officine Autosport, il "500Team" (questo il nome scelto dai ragazzi) cercheranno di ripercorrere le orme di Tom e Joolz, i ragazzi scozzesi che hanno dato origine a quest'impresa nell'estate del 2000 a bordo della loro Fiat 127.
Nessun supporto, nessuna regola, un solo obiettivo: arrivare in fondo. Alla prima edizione del rally, nel 2004, dei sei team partiti ne arrivarono quattro. Nel 2005, tra i 49 iscritti, solo 19 giunsero a destinazione, mentre lo scorso anno tagliarono il traguardo ben 117 equipaggi su 169. Manfredi, Luca, Carlotta e Paola ci proveranno convinti che, comunque vada, ne sarà valsa la pena. A loro e al team "DuePerUno" (o 241) di Alessandro Cini e Giovanni Veronelli, di cui avevamo parlato poco tempo fa, va il nostro in bocca al lupo.
Per ulteriori informazioni visitate il sito del Mongol Rally o quello 500Team.
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