Nuovo 4R
La prova della nuova BMW iX3 è su Quattroruote di aprile 2026
In più: Audi A6 Avant, Dacia Duster, Kia Stonic e il test dei primi alcolock
In più: Audi A6 Avant, Dacia Duster, Kia Stonic e il test dei primi alcolock
Quattroruote di aprile 2026, già disponibile in Digital Edition e in edicola dall'1 aprile, dedica la copertina alla prova della BMW iX3: la prima rappresentante della Neue Klasse ridefinisce il perimetro dell'esperienza di guida di una SUV elettrica, proponendo autonomia e tempi di ricarica notevoli, nonché un'inedita e spettacolare strumentazione panoramica.
L'editoriale di questo mese, invece, parla di dipendenze. O meglio, di una dipendenza in particolare: quella energetica. Proprio così: in tempo di guerra, il dibattito sull’auto continua ad avvitarsi sulle solite trincee. Da una parte i fan dell’elettrico che osservano soddisfatti il gasolio superare i due euro al litro. Dall’altra i difensori del termico che indicano le bollette della luce alle stelle e dicono: "Visto?". Come se la posta in gioco fosse ancora quella di avere ragione sull’altro. La verità è molto più amara: se c’è una guerra e il prezzo dell’energia non scende, ci perdiamo tutti. Leggete il testo integrale e fateci sapere cosa ne pensate.
L'Attualità, infine, si occupa di alcolock, ovvero dei dispositivi obbligatori per chi ha avuto una condanna per guida in stato d'ebbrezza. Questi sistemi funzionano davvero? Ne abbiamo provati due e vi diciamo cosa succede quando si beve, anche poco, e ci si mette al volante.
Uno spartiacque, che segna un prima e un dopo nella storia della Casa dell’Elica bianca e blu: la BMW iX3 non rappresenta soltanto una nuova SUV elettrica, ma introduce un nuovo approccio al tema. Nata da un foglio bianco (sulla piattaforma Neue Klasse, in comune con la berlina i3), utilizza l’elettronica in modo furbo, con sistemi che dialogano molto velocemente tra loro per sovrintendere all’esperienza di guida, al confort e alla multimedialità. Tutti di livello piuttosto alto, a cominciare dalla strumentazione a tutta lunghezza, sotto al parabrezza.
Come la ricarica: la rete di bordo a 800 V rende possibili rifornimenti (alle colonnine HPC) da ben 400 kW. E, se scegli l’on‑board charger da 22 kW, le cose vanno benone pure agli stalli in corrente alternata.
Per ora, la BMW iX3 è disponibile soltanto in versione bimotore, quindi con trazione integrale, per una potenza complessiva pari a 469 cavalli: ciò significa poter contare su un’accelerazione 0‑100 km/h, rilevata dal Centro prove, di soli 4,5 secondi. Al contrario, procedendo in modo tranquillo, si può contare su un’autonomia media di 583 chilometri.
Un risultato che, per una vettura da 4,78 metri, capace di superare di slancio i 2.400 chili in ordine di marcia, non è affatto male.
Una versione per ogni esigenza: l'Audi A6 Avant è fra i modelli con la gamma più estesa di motori - una rarità al giorno d’oggi - e allestimenti.
All’immarcescibile turbodiesel (che rimane sempre la scelta ottimale per chi fa tanti chilometri in autostrada) affianca le versioni elettriche o quelle a benzina, queste ultime con differenti livelli di elettrificazione, incluse due plug-in, da 299 o 367 cavalli combinati. Entrambe sono abbinate alla trazione integrale e possono contare su diverse decine di chilometri di autonomia in EV, l’ideale per il commuting quotidiano.
La versione è prova è quella da 299 CV, dall’encomiabile comportamento dinamico, anche a dispetto dei 2.361 kg misurati dalle bilance del Centro Prove.
La wagon tedesca si è distinta sia quanto a tenuta di strada sia nelle diverse prove di stabilità, a conferma della validità delle raffinate soluzioni telaistiche.
L’esemplare del test è anche dotato di sospensioni pneumatiche adattive (optional), per mettere d’accordo i più esigenti in fatto di guida con chi cerca un confort di alto livello.
Il tutto condito da un’ottima insonorizzazione, efficace anche alle alte velocità. In elettrico l’Audi A6 Avant e-Hybrid consente - rilevamenti alla mano - percorrenze di quasi 100 km, con minime differenze fra l’uso urbano e quello su statale. Dove l’architettura ibrida plug-in presenta il conto è nella ridotta capacità di carico.
La gamma Dacia Duster si arricchisce del nuovo 1.8 full hybrid, che prende il posto del precedente 1.6.
Fra i benefici c’è l’incremento di prestazioni, abbinato alla maggiore potenza (si passa da 140 a 158 CV), senza tuttavia penalizzare troppo i consumi, che, anzi, in autostrada migliorano. I rilevamenti certificati del Centro prove hanno mostrato percorrenze vicine ai 25 km/litro in città e di quasi 17,5 km/litro nella media.
Ai bassi costi di esercizio, la Dacia Duster si aggiunge un interessante rapporto prezzo/dotazione, in particolare per la Journey del nostro test, che si presenta come la più completa pur restando ben al di sotto dei 30.000 euro di listino.
L’abitacolo è accogliente e il baule ampio, come confermano i rilevamenti strumentali, inclusi quelli delle prestazioni, del confort e del comportamento dinamico.
Un’outsider lo è sempre stata, la Kia Stonic. Adesso - complice un profondo restyling che ha modificato in modo sensibile i connotati, soprattutto nello sguardo - la coreana è pronta per giocarsela, in termini di vendite, con le migliori del segmento B.
A spingere c’è il solito 1.0 T‑GDi a tre cilindri, in questo caso dotato di elettrificazione leggera (115 cavalli) e cambio manuale a 6 marce. L’esemplare del test, in allestimento intermedio Style, costa 26.250 euro. Il “millino” ci ha convinto: è piuttosto silenzioso e, soprattutto, appare pronto ed elastico ai bassi regimi; in ogni caso, se c’è da allungare, non si tira indietro.
Sebbene non sia miracoloso, il mild hybrid della Kia Stonic aiuta in termini di efficienza: non tanto in città (13,8 km/litro, secondo le rilevazioni del Centro Prove), quanto in statale (18,9) e in autostrada (16,3). Ci ha soddisfatto anche il confort, che permette di intraprendere senza alcuna difficoltà viaggi di un certo respiro; inoltre, lo spazio in abitacolo è piuttosto generoso (meno quello riservato ai bagagli).
Questo mese la sezione dei primi contatti propone un'elettrica e una mild hybrid. La nuova Renault Twingo torna sulla scena con la batteria: contiene le misure, sia del corpo vettura sia dell'accumulatore (e quindi dell'autonomia), ma sa essere anche spaziosa e modulare quasi quanto l'originale. Più grande dentro e fuori, la nuova Mazda CX-5 abbandona indicatori e tasti fisici in favore dei display. Non si piega al downsizing, invece: il 2.5 aspirato è l'unica scelta, in attesa del full hybrid previsto per il 2027.
Il gruppo Renault ha dato il via a una nuova fase di cambiamento. Dopo le Renaulution di Luca De Meo, il nuovo AD del gruppo, François Provost, ha corretto la rotta del tutto elettrico puntando a nuovi segmenti: in arrivo una piccola SUV della Losanga e una segmento C rialzata, la Dacia Striker, oltre a sportive Alpine con cilindri e pistoni nel cofano.
Ne parliamo nell’approfondimento che apre la sezione Autonotizie, seguito da servizi sull’elettrica mai nata di Automobili Amos, sulla Ferrari Amalfi Spider (da Maranello trovate anche una retrospettiva sulla mostra “The Greatest Hits” del Museo Ferrari) e sulla Cupra Born restyling.
Tra le anteprime, il rendering con tutte le informazioni attualmente disponibili sulla nuova sportiva elettrica di Audi, che nascerà con carrozzeria Targa, mentre tra i protagonisti del mese il CEO di Lotus, Qingfeng Feng, ci racconta il ritorno dei motori termici (sotto forma di range extender) nella gamma del marchio.
Il capo di Mazda Europe, Martijn Ten Brink, ci spiega invece i perché della collaborazione con i cinesi di Changan per la nuova famiglia di elettriche globali del marchio di Hiroshima.
Per le nostre Storie, infine, siamo andati a Modena per scoprire un’eccellenza della pelletteria italiana legata a doppio filo con il mondo delle quattro ruote, la Schedoni.
Non è più fantascienza. A 76 anni dalla pubblicazione dei racconti “Io, robot” di Isaac Asimov, gli automi umanoidi sono tra noi, pronti a entrare in fabbrica, al fianco - o al posto - dei lavoratori in carne e ossa. Le Case automobilistiche ci stanno investendo, in partnership con società di robotica, e hanno piani ambiziosi.
Hyundai, per dirne una, che ha acquisito nel 2021 il controllo di Boston Dynamics (tra le aziende leader nell’automazione), annuncia una produzione di 30 mila androidi entro il 2028; Tesla, per fare un altro esempio, ha deciso di impiegare le linee di Model S e Model X, uscite di produzione, per assemblare il suo robot Optimus. Tanto che Goldman Sachs e Morgan Stanley si avventurano a prevedere un giro d’affari di 38 miliardi di dollari nel 2035 e una produzione, nel solo Nord America, di 63 milioni di automi antropomorfi entro il 2050.
Il catalizzatore tecnologico di questa rivoluzione è l’intelligenza artificiale, una IA fisica che permette a queste macchine di imparare facendo. E i prototipi di una nuova generazione di modelli sono già operativi sulle linee di montaggio pilota.
Siamo andati a vedere da vicino alcuni di questi “cyber‑Cipputi” e, nel servizio Io, operaio, vi raccontiamo come funzionano e perché sembrano destinati a causare un cambiamento drastico nell’organizzazione industriale e sociale. Sì, anche sociale, perché quale visione “è sottesa a un sistema che considera la sostituibilità (dell’essere umano) come un successo?”, si chiede Gian Luca Pellegrini nel pezzo correlato Una nuova idea di uomo.
Intanto i lettori - che hanno partecipato in oltre 5.500 a un sondaggio lanciato nell’editoriale di Alessandro Lago nel numero di febbraio - definiscono la loro idea di macchina. Ne parliamo, con tutti i relativi risultati, in L’auto che vorrei. Anche Claudio Cecchetto ha una sua idea, anzi più d’una, e le condivide con noi nell’intervista L’arte di sapere (quando) osare, legata alle iniziative per il settantesimo della rivista.
E mentre la gente avverte i riflessi della guerra in Medio Oriente sul portafogli ogni volta che si ferma a fare rifornimento, scomponiamo l’origine di petrolio, gas ed elettricità che finiscono nei serbatoi e nelle batterie delle nostre auto nell’articolo Il (caro) prezzo della dipendenza.
Chi è abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un’email a uf.vendite@edidomus.it, oppure telefonando al numero 02.56568800 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18).
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(Tele)visioni Il disegnatore del vento
Scuola guida Male accompagnati è meglio che soli
In libreria Gli eredi dei grandi
In edicola La nuova sostenibilità
Correva l'anno Tra Hollywood e il Lingotto
Previsioni L'arte di sapere (quando) osare
Acquisti online Basta ai prezzi civetta sul web
Posta prioritaria Stritolati dalla burocrazia
Sportello La sosta in banchina è sempre vietata
Economia circolare Batterie esauste, c'è ancora da fare
Sostenibilità Giro di vite sulle colle
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