Durante il primo giorno di apertura del North American Auto Show si era persino sparsa la voce tra i giornalisti che sarebbe arrivato Barack Obama. Ma alla fine il Presidente eletto degli Usa non si è visto e tutto è proseguito come da copione. Ma dove sta andando l'America, colpita al cuore dalla recessione, e dove l'indice di disoccupazione ha raggiunto il livello più alto dalla seconda guerra mondiale? A Motorcity, un tempo regno assoluto dell'automobile e capitale mondiale del capitalismo, oggi i produttori a stelle e strisce cercano di guardare oltre, provano a leccarsi le ferite per ripartire o almeno tentare di uscire dalle sabbie mobili della crisi.

Rick Wagoner, numero uno di GM, che non si perché rimane sempre in sella nonostante le perdite record, ha parlato "di un nuovo inizio per GM". Il primo produttore mondiale ha messo in campo ben 17 novità di tutte le taglie. Partiamo dalle piccole: si chiamerà Spark e sarà un'utilitaria a cinque porte realizzata sulla base del prototipo Beat. Arriverà nel 2010 in Europa commercializzata dal marchio Chevrolet e poi l'anno successivo anche negli Usa. Il pianale dovrebbe essere lo stesso della Opel Agila e così anche le dimensioni e i motori, ma per ora si sa ancora molto poco. È stata confermata la produzione della Chevrolet Orlando, monovolume a sette posti attesa sempre per l'anno prossimo.

Infine si è vista la nuova Chevrolet Equinox, una Suv di dimensioni compatte destinata a competere con la Toyota RAV4. Ma il pezzo forte della squadra GM è senza dubbio l'affascinante Cadillac Converj: una coupé ibrida che sfrutta la tecnologia della Volt e anche la piattaforma, anche se le somiglianze tra le due vetture si fermano qui. Secondo la Casa può percorrere 70 km senza un litro di benzina, alimentata solo a elettricità con una velocità massima di 160 km/h. E sempre Cadillac ha sfornato la nuova SRX, una Suv di lusso che - non si direbbe mai - deriva dal pianale della Opel Antara. Nel segmento delle berlinone la partita si gioca con la Buick La Crosse, mentre altre novità arrivano da marchi della galassia GM, come Saturn e Pontiac riservati alla clientela a stelle strisce.

"Il futuro - secondo Bill Ford - invece sarà a basso impatto ambientale e tecnologico perché questo che i clienti vogliono". La Casa dell'Ovale blu si trova in condizioni finanziarie migliori rispetto a GM e Chrysler al punto che non ha ricevuto fondi dal prestito governativo. Il futuro disegnato dal pronipote di Henry punta molto su ibridi e veicoli elettrici puri: nel 2010 un mezzo commerciale a batterie, l'anno successivo vedrà il debutto di un'auto elettrica compatta realizzata in collaborazione con l'azienda di componentistica Magna, e nel 2012 l'arrivo sul mercato degli ibridi plug-in, quelli che si attaccano alla presa della corrente. Dai pochi dati diffusi si sa che questi mezzi avranno un'autonomia di circa 160 km con una ricarica.

L'ibrido per Ford, invece, è già una realtà consolidata con 100 mila unità vendute in cinque anni: la nuova Fusion Hybrid vanta consumi pari a 17 km con un litro, un'enormità per gli standard americani, addirittura superiore a quelli della concorrente Toyota Camry nella versione ibrida. E poi quest'anno toccherà ad altre ibride come la Milan. Per il resto torna una vettura storica, la Taurus: si tratta di una berlina molto americana lunga circa cinque metri e alimentata da un V6 3.5 litri da 263 CV.

E se il presidente di Chrysler Bob Nardelli ha più volte ringraziato il dipartimento del tesoro americano e la Casa Bianca per il finanziamento, le novità spuntate sul palco del Cobo Center sono ancora una volta vetture elettriche. Oltre ai tre prototipi mostrati a novembre si sono viste un'inedita berlina, la 200 EV e la Jeep Patriot in versione "range extended". Secondo la Casa almeno uno dei tre veicoli elettrici arriverà sul mercato nel 2010 e successivamente anche in Europa. Altri tre modelli seguiranno nel 2013. Obiettivi ambiziosi. Che vengono sottolineati dalla 200C Ev, la cui autonomia punta alle 400 miglia, quasi 650 km, di cui fino a 64 nella sola modalità elettrica, con un piccolo motore termico che funge da generatore ricaricando le batterie agli ioni di litio.

Negli interni si apre un mondo a parte, ultrafuturistico, fatto di schermi touch screen, internet, computer in ogni sedili, e accensione a distanza azionabile dal cellulare. Ma servirebbero ben altri gadget per uscire da una crisi che il prossimo anno potrebbe portare il mercato americano appena sopra le 10 milioni di unità vendute, sei in meno rispetto al 2007. (D.S.)