Ci siamo recati al garage del Quirinale per scoprire i segreti delle auto al servizio del presidente della Repubblica.

Professionisti di prima scelta. Ad accompagnarci nella visita ci sono: il capo del Servizio intendenza di palazzo, il capo del Servizio garage e il capo meccanico. Vogliono restare anonimi perché, ci spiegano, "non è importante il nome della persona, ma il ruolo che riveste all'interno dell'organizzazione". Tutti quelli che curano la manutenzione delle vetture e le guidano sono professionisti di prima scelta, selezionati attraverso un concorso e poi formati con anni di affiancamento agli addetti più anziani. Perché il lavoro per la presidenza della Repubblica non lascia spazio agli errori né tantomeno all'improvvisazione.

Parata di vetture. Appena entrati nel palazzo, troviamo tutte le auto schierate nel cortile. Il colpo d'occhio è formidabile: troviamo Belfiore e Belsito (due Lancia Flaminia 335), Livorno (Maserati Quattroporte) e Napoli 1 e 2 (due Lancia Thesis, la seconda in versione limousine). Al Quirinale, infatti, le auto sono battezzate con un nome proprio, riportato su un targa nel garage, come avveniva un tempo per i cavalli.

Esclusive. Le Lancia Flaminia attirano immediatamente la nostra attenzione, complice l'aura quasi sacra che le avvolge: a pochi è stato possibile vederle tanto da vicino e apprezzarne le finiture e l'immenso valore. Carrozzate da Pininfarina, decapottabili elettricamente, montano un V6 di 2.500 cm³, sono lunghe quasi cinque metri e mezzo, pesano oltre venti quintali e possono trasportare comodamente sette persone.

Manutenzione impegnativa. Tutto questo fascino impone, però, un tributo alto in termini di manutenzione: avete mai provato a sostituire un carburatore di cinquant'anni fa, soprattutto di una macchina prodotta in soli quattro esemplari? Dove non si arriva con i pezzi originali ancora reperibili delle "cugine" Flaminia di serie, si deve compensare con la manualità. Moltissimi pezzi meccanici e della carrozzeria utilizzati per queste vetture, infatti, sono fatti a mano da esperti artigiani, sulla base dei disegni originali. Girando attorno a una delle due vecchie Lancia e notiamo una piccola ammaccatura: ci raccontano che durante le parate il veicolo e la scorta dei corazzieri a cavallo sono talmente vicini che basta un attimo perché la spada del militare colpisca l'auto.

Addestramento. Bisogna essere ben allenati per riuscire a tenere l'andatura da parata (4-6 km/h) con la Flaminia, a volte su strade con una lieve pendenza e con la scorta a cavallo intorno. In occasione del 2 giugno, per esempio, gli autisti selezionati per l'evento iniziano a prepararsi alcuni mesi prima: perché, per quanto i rapporti del cambio siano favorevoli alla bassissima andatura, far pattinare la frizione di quest'auto è come condannarla a un'imbarazzante sosta su via dei Fori Imperiali.

Illustri passeggeri. Le altre auto schierate nel cortile d'onore sono quelle abitualmente utilizzate dal presidente e dai capi di Stato esteri in visita. Gli ultimi ad apprezzare il confort e le finiture artigianali della Thesis Limousine sono stati i reali di Giordania: questa versione a passo lungo, con motore 3.2 V6 da 230 CV, fu donata nel 2003 a Carlo Azeglio Ciampi da Umberto Agnelli. Il presidente Giorgio Napolitano, invece, predilige la Thesis in versione normale. La Maserati Quattroporte veniva utilizzata molto spesso da Ciampi: gli fu regalata da Luca di Montezemolo nel 2004. Tutte sono dotate di una pesante blindatura e di moltissimi altri dispositivi di sicurezza che devono rigorosamente restare segreti, per poter proteggere al meglio il presidente e i suoi ospiti.

L'Ape Blu. Tra i mezzi a disposizione del capo dello Stato c'è anche una curiosa Ape Calessino. Ma non si trova a Roma: è al servizio del presidente della Repubblica nella sua residenza napoletana di Villa Rosebery. È blu, decorato con la livrea della presidenza delle Repubblica ed è arricchito da profilature di legno e sedili di pelle. L'Ape Calessino è una vera rarità che in pochi hanno l'opportunità di vedere, poiché si muove quasi sempre all'interno del parco della villa. È stato donato da Roberto Colaninno, numero uno della Piaggio, a Giorgio Napolitano. All'interno, una targa di ottone ricorda la data di donazione e la destinazione presidenziale.

Lorenzo Lo Basso