Oltre cinquemila spettatori sparsi lungo il percorso hanno assistito all'edizione 2012 della Vernasca Silver Flag, rievocazione non competitiva di una celebre corsa in salita che si è svolta nel piacentino, da Castell'Arquato a Vernasca passando per Lugagnano, dal 1953 al 1972, e che è giunta alla sua diciassettesima edizione.
La storia dell'automobilismo. Tecnicamente è un concorso di eleganza per auto d'epoca da competizione, su strada chiusa. Per molti è la possibilità reale di rispolverare vecchi bolidi che hanno fatto la storia dell'automobilismo sportivo. Quasi duecento le auto al via, con una speciale categoria denominata Best of British, vale a dire le auto prodotte da celebri Case inglesi come Aston Martin, Bentley, BRM, Chevron, Frazer Nash, Healey, , Lola, Lotus, March, McLaren e tante altre. Ma non mancavano tante prestigiose Abarth (era presente anche Anneliese, la vedova di Carlo Abarth), Alfa Romeo, Ferrari, Maserati e Porsche. Al sabato i concorrenti hanno percorso due volte la salita, alla domenica salita finale con la premiazione delle auto con più storia sportiva. Tra le più ammirate, spiccavano due gioielli in assoluto. Ecco, in breve, la loro storia.
Jaguar D-Type. Subito riconoscibile per la carrozzeria con la famosa "pinna", aveva un motore 6 cilindri in linea di 3.442 cm³ a doppio albero a camme in testa e alimentato da tre carburatori doppio corpo Weber, che nella versione da competizione raggiungeva i 285 CV a 5750 giri/min, velocità massima 270 km/h. Fondamentale per vittorie sensazionali come alla 24 ore di Le Mans del 1955, fu l'adozione di serie dei freni a disco forniti dalla Dunlop, come quelli già montati in precedenza sulla C-Type anch'essa vincitrice a Le Mans. L'esemplare ammirato alla Vernasca Silver Flag dell'inglese James Baxter è la prima D-Type ufficiale per le competizioni, arrivata seconda a Le Mans 1954 con l'equipaggio Rolt-Hamilton.
Dino 166 /206 P. Questo esemplare unico realizzato a Maranello nel 1965, che appartiene ora al collezionista austriaco Andreas Mohringer, aveva inizialmente una carrozzeria berlinetta col motore V6 di 1,6 litri. Il prototipo scese in pista il 25 aprile 1965 alla 1000 km di Monza, condotta da Giancarlo Baghetti e da Giampiero Biscaldi, che riuscirono a ottenere la pole position nella propria classe. La seconda e ultima prova sportiva della Dino 166 P fruttò un ottimo piazzamento alla 1000 km del Nürburgring, dove l'equipaggio Lorenzo Bandini - Nino Vaccarella conquistò il 4º posto assoluto, battendo le Porsche 904/6 2000. Ad un certo punto della stagione viene montato il motore 2 litri, con la carrozzeria modificata asportando il tetto. Alla fine della stagione, la Dino 166/206 P trionferà con Ludovico Scarfiotti nel Campionato Europeo della Montagna.
Gaetano Derosa
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