Eventi

Vernasca Silver Flag
La festa del pubblico

Vernasca Silver Flag
La festa del pubblico
Chiudi

A vincere, in questi casi, sono tutti. A partire dagli spettatori, per i quali lo spettacolo di circa 200 auto storiche da competizione, offerto dalla 18esima edizione della Vernasca Silver Flag, rievocazione della cronoscalata Castell'Arquato-Vernasca, è stato un premio vero e proprio. Perché è un fatto raro, anche in manifestazioni di questo genere, poter avvicinare le macchine in un paddock aperto a tutti, conversare con proprietari e piloti, scattare foto a pochi centimetri di distanza, spesso infilare i bambini negli abitacoli e regalare loro, sotto gli occhi di titolari sereni e compiacenti, ricordi indimenticabili. E non stiamo parlando di auto storiche qualunque, si badi bene: perché gli organizzatori della manifestazione, nell'inevitabile selezione che sono costretti a operare per motivi di spazio, stanno sempre attenti a scegliere esemplari doc, con pedigree e curriculum agonistico garantito.

 

In tanti sul podio. Poi, ci sono i premi veri e propri. Che sono tanti, com'è giusto che sia in eventi in cui da privilegiare è soprattutto la passione. Nessun vincitore decretato dal cronometro, perché questa è oggi una magnifica passerella su strada chiusa al traffico, non più una corsa in salita, anche se con certe vetture (nate e concepite per le competizioni) piano proprio non ci puoi andare, pena indecorosi singhiozzi, sussulti e spegnimenti di motori. Vediamo, allora, almeno a chi sono andati i principali riconoscimenti in palio. Due le "best of show" decretate dalla giuria: la Maserati 8CM del 1934 dell'elvetico Kurt Hasler per le vetture anteguerra e la Ferrari 500 Mondial, già partecipante alla Mille Miglia "vera" con il marchese Leto di Priolo, per quelle del dopoguerra. Il trofeo "Spirit of motoring", messo in palio dalla casa d'aste Coys, uno dei partner della manifestazione, è andato alla particolare Porsche 935 del 1982 di Mauro Borella (vincitrice anche del premio Porsche Italia); Coys ha anche attribuito un Ladie's Trophy, assegnato dalle signore presenti alla Ferrari 212 Le Mans di Paolo Casella.

 

Pezzi pregiati. E ancora: a emergere, nelle innumerevoli categorie, sono stati, tra gli altri, "pezzi pregiati" come l'Alfa Giulia GTA dell'Automobilismo storico Alfa Romeo, guidata da Paola Lanati dello staff di Arese, la Lancia 037 già di Kankkunen, ora nella mani del collezionista Massimo Sordi, la Taraschi di Formula Junior di Tazio Taraschi, la rara Porsche 910 del 1967 di Jakobs Ottokar, la Cooper Bristol di Giorgio Marchi, la Bugatti 35 B di Giovanni Stabiumi. Maurizio Piantelli con una Stanguellini di Formula Junior si è aggiudicato il premio riservato alla vettura "più rappresentativa della storia della Castell'Arquato-Vernasca"; Lorenzo Prandina, con una particolare Raymond Zanzara, il riconoscimento dedicato dalla Tag Heuer all'auto "più rappresentativa nella storia delle gare in salita"; l'olandese Pas Jeroen, il trofeo "Giuseppe Merosi" per la migliore Alfa Romeo (grazie alla sua Giulia TZ1).

 

La Coppa delle Dame. Il partecipante arrivato da più lontano è stato lo svedese Dan Hedborg con un'Osca 1500 TN, mentre l'Asi ha insignito l'Alfa 33 2 litri di Alessandro Carrara con il riconoscimento previsto per la vettura meglio conservata e Marco Buffoni, titolare di un'Abarth 1300 OT Periscopio, di quello per la vettura con miglior restauro. Infine, l'inglese Isabelle Mattew, elegante quanto la sua Lancia Flaminia Convertibile, si è aggiudicata la Coppa delle Dame. A dire il vero, però, gli oltre 200 partecipanti, apripista e vetture della polizia compresi, meriterebbero tutti una citazione: perché questo è il vero spirito della Vernasca Silver Flag. E.D.

COMMENTI