Di auto come la Bugatti Veyron non ne nasce una al giorno: il modello che ha riesumato il marchio di Molsheim sotto l'egida della Volkswagen è stato un autentico spartiacque nella storia recente delle hypercar. Celeberrimi gli obiettivi del progetto, che doveva diventare la dimostrazione in cifre della potenza tecnologica di Wolfsburg.
Addio, Veyron. La Veyron doveva avere almeno mille cavalli e raggiungere i 400 km/h, riuscendo al contempo a garantire un confort da ammiraglia: un mix che nessun'altra supercar, dieci anni fa, era in grado di offrire. Oggi, dopo dieci anni di (costosissima) produzione artigianale, 450 esemplari prodotti, e numerose one-off da capogiro, la 16.4 abbandona le scene.
La Bugatti che verrà. A suggello della sua epopea, la Casa alsaziana ha esposto nelle scorse settimana a Ginevra "La Finale", canto del cigno della serie. Più che un addio, però, si tratta di un arrivederci: in Bugatti sono già al lavoro per dare un'erede alla Veyron. La ricetta è quella nota: prestazioni da guinness, esclusività da dream car, e tecnologia di livello assoluto. F.S.
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it