I numeri sono molto parziali e faticano a inquadrare un fenomeno che sembra avviato ad andare fuori controllo. Eppure, nella loro incompletezza fotografano già una situazione allarmante: 792 milioni di euro sborsati dalle assicurazioni nel 2024 (ultimi dati disponibili forniti dall’Ania) per risarcire gli automobilisti assicurati contro gli atti vandalici; più di 4 milioni le automobili che hanno subito vandalismi nel corso dello stesso anno, secondo una ricerca di Facile.it. Parte da qui l’inchiesta di Quattroruote pubblicata sul numero di maggio, in edicola dal 1° del mese, e intitolata "Ci mancavano solo i social".
Il ruolo dei social e delle "challenge"
Secondo la nostra indagine, infatti, dietro al dilagare di vetri rotti, lunotti sfondati, specchietti divelti e proiettori frantumati, che colpisce soprattutto città come Milano, Roma e Torino, ci sarebbe il meccanismo delle cosiddette “challenge”, vere e proprie sfide lanciate sui canali social che spingono a gareggiare, per numero o per spettacolarità, in azioni violente ai danni dei veicoli in sosta, regolarmente filmate e postate, generando un circolo vizioso di emulazione.
Costi di riparazione e danni alle auto
Così si moltiplicano gli episodi e si alza ogni volta l’asticella del danno: più spettacolare, più estremo, più devastante per i portafogli dei poveri proprietari. Secondo alcune associazioni di categoria dei carrozzieri ammonta a 1.500 euro il costo medio di riparazione, ma è una stima per difetto perché riguarda soprattutto i classici graffi da chiave o temperino sulla fiancata. Vetri, proiettori, sensori fanno lievitare maggiormente la cifra. Per saperne di più non perdete Quattroruote di maggio 2026 o leggete l'articolo completo nell'area in abbonamento QPremium.
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