La scomparsa di Ken Tyrrell, avvenuta sabato 25 agosto dopo lunga malattia, priva la Formula 1 di uno dei suoi più grandi personaggi. Nato nel 1924, Tyrrell prestò servizio nella Royal Air Force durante la seconda guerra mondiale e al termine del conflitto fece fortuna nell'industria del legno, attività che gli valse il nomignolo di "boscaiolo". Nel 1960 fondò la scuderia che portò il suo nome fino al 1998 (quando diventò Bar) e rivelò le sue doti di talent scout, scoprendo assi del calibro di Jackie Stewart. Proprio lo scozzese, al volante di una Matra-Ford fatta correre dalla Tyrrell, regalò allo "zio Ken" nel 1969 il primo titolo iridato. Nel 1971 e 1973, Stewart fu ancora campione del mondo con la scuderia britannica che nel frattempo aveva iniziato a farsi le monoposto in proprio. Fu un costruttore audace, Ken Tyrrell, a volte anche un po' troppo: basti ricordare la "P34", unica Formula 1 a sei ruote che corse nel 1976 e 1977, oppure l'esclusione dal campionato in cui incorse nel 1984 per essere andato oltre il limite consentito dal regolamento. Molti dei più grandi talenti della Formula 1, come detto, furono tenuti a battesimo dal "boscaiolo": oltre a Stewart, Ickx, Cevert, Depailler, Peterson, Pironi, Alboreto e Alesi. Proprio il compianto Michele Alboreto regalò a Tyrrell le ultime due vittorie (su un totale di 23): il GP di Las Vegas del 1982 e quello di Detroit dell'anno successivo.
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