La Lancia Gamma segna il ritorno del marchio nel segmento D: una fastback rialzata lunga 4,67 metri costruita sulla piattaforma STLA Medium, condivisa con Jeep Compass e la DS N°8, con versioni elettriche fino a oltre 740 km di autonomia e anche HF integrale da 375 CV. La vedremo al Salone di Parigi di ottobre.
I "calici" luminosi
Come anticipato nelle nostre ricostruzioni, lo stile è molto personale e riprende in parte quello della compatta Ypsilon, con rimandi alla concept Pu+Ra HPE e il suo "calice" luminoso nel frontale: una striscia luminosa che attraversa il cofano e lo stelo verticale al centro del muso. Non c'è il logo Lancia, sostituito dal lettering alla base del cofano. I gruppi ottici sono più in basso, sopra le feritoie verticali del paraurti. La bocca anteriore ha prese d'aria attive che si aprono quando occorre raffreddare il powertrain.
Linee eleganti
Il posteriore della Lancia Gamma si caratterizza per il lunotto spiovente, con due piccoli spoiler ai lati. Perfettamente verticale la coda, con i gruppi ottici che riprendono il motivo a calice dell'anteriore e uno spoiler in nero lucido. Il nome del modello è in basso, alla base dello stelo luminoso centrale. La fiancata è sinuosa, con pochi movimenti nelle lamiere, soprattutto al posteriore: una pulizia stilistica a cui contribuiscono le maniglie anteriori a scomparsa e quelle posteriori nascoste nel terzo montante, dove trova posto lo scudetto Lancia.
Interni ispirati all'arredamento
L'abitacolo della Lancia Gamma riprende l'ispirazione al mondo dell’home decor già vista sulla Ypsilon, evolvendola e puntando ancora di più su qualità percepita e finiture. Rivestita in pelle nella parte bassa, la plancia è sottile e lineare, con il quadro strumenti digitale da 12,5" affiancato al display ultra widescreen da 16" dell’infotainment. Una porzione dello schermo è riservata a Sala 2.0, l’ultima evoluzione del sistema che gestisce climatizzatore, illuminazione e audio.
Rimandi agli anni Settanta
Il pannello traslucido retroilluminato davanti al passeggero è un richiamo estetico agli anni Settanta, ripreso anche dall’inserto in pelle nella razza centrale del volante. Non mancano i comandi fisici sotto le bocchette d’aerazione centrali e il "tavolino" a semicerchio con la piastra per la ricarica a induzione degli smartphone. Il tunnel centrale ospita le prese USB, il selettore delle marce e delle modalità di guida, il bracciolo rivestito in pelle e, al di sotto, un capiente vano portaoggetti.
L'elettrica fa più di 740 km
Come anticipato nei mesi scorsi, la nuova Gamma arriverà nelle concessionarie con un powertrain ibrido da 145 CV e un’autonomia dichiarata di oltre 1.000 km: sarà, con ogni probabilità, la versione più diffusa. L’ammiraglia torinese sarà inoltre disponibile con tre varianti elettriche. La prima, a trazione anteriore, monta un’unità da 170 kW (230 CV) con batteria di capacità non ancora dichiarata, per un’autonomia di circa 540 km. A metà gamma si posiziona la versione da 245 CV con batteria Long Range, accreditata di oltre 740 km di autonomia. Al momento, non è confermata la presenza in gamma di versioni ibride plug-in.
Per quanto riguarda la dinamica di guida, la Gamma avrà un assetto specifico che la differenzierà, per comportamento e confort, dalle sorelle francesi e americane con cui condivide la base tecnica.
Arriverà anche la HF Integrale
La variante elettrica più potente si fregerà del logo HF con l’elefantino e monterà due motori, uno per asse, così da offrire la trazione integrale. La potenza di picco è di 276 kW (375 CV), sufficiente per uno 0-100 km/h in meno di 5 secondi. La batteria sarà la stessa della Long Range, con un’autonomia di circa 675 km.
Un modello al 100% Made in Italy
La Gamma, come spiegava l’allora ceo di Lancia Luca Napolitano in occasione del piano industriale, è un’auto "progettata a Torino e costruita a Melfi, orgogliosamente Made in Italy". Il modello si inserisce in uno scenario industriale preciso: Melfi, dopo anni di incertezza legata alla transizione verso le elettriche, torna a essere un polo produttivo multi brand di primo piano, con Gamma, DS N°8 e Compass che condividono linee e piattaforma nello stesso stabilimento. La STLA Medium è una delle architetture più rilevanti del gruppo Stellantis per il segmento D europeo, pensata per supportare sia powertrain elettrici sia ibridi, in una fase in cui la transizione procede più lentamente del previsto.
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