Dopo 18 mesi di test, è nato in Italia il primo centro europeo di riciclo delle batterie agli ioni di litio. Reinova (polo di eccellenza nello sviluppo e nella validazione di componenti per la mobilità elettrica e ibrida) ha annunciato l’avvio del primo hub industriale integrato, capace di recuperare il 99,6% delle materie prime critiche degli accumulatori esausti. Il progetto, frutto della partnership con A&C Ecotech e col gruppo slovacco-coreano BTS & Saker, è l’unica soluzione in Europa che gestisce il ciclo di vita della batteria: dallo screening alla black mass con altissimo grado di purezza. Parliamo di una polvere scura composta da un concentrato di ossidi di metalli preziosi che costituivano i catodi e gli anodi dell’accumulatore.
Obiettivo, meno costi
Si tratta di un impianto all’avanguardia per la triturazione e la separazione, con capacità di 12 mila tonnellate l’anno, che tratterà le chimiche più diffuse sul mercato: oltre a Lfp (litio-ferro-fosfato), anche Nmc (nichel-manganese-cobalto). Consente di recuperare e reinserire nella filiera produttiva materie prime critiche come litio, cobalto, nichel, oltre a rame, alluminio e metalli preziosi (oro e argento). Il rifiuto diventa materiale pronto per la produzione di nuove celle, così da abbattere i costi logistici e ridurre la dipendenza dell’Unione europea da altri mercati.
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