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Industria e Finanza

Auto elettriche, la selezione delle startup: chi è sparito, chi è in bilico e chi ce l’ha fatta

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Dall’euforia delle auto elettriche e della mobilità a zero emissioni al crollo: ecco la parabola di numerose startup dell’auto nate tra anni 2010 e 2020 e oggi alle prese con difficoltà finanziarie e industriali. È l’effetto di un mercato sempre più selettivo, dove sopravvive solo chi dispone di basi solide - produttive e di capitale - e riesce a trasformare l’innovazione in volumi.

L’idea anti Tesla e anti Cina non basta

Non che i progetti fossero per forza deboli o privi di visione: spesso, al contrario, l’idea è stata concreta e ambiziosa, anche come alternativa a Tesla e ai costruttori cinesi. Ma molte startup si sono arenate per carenze di capacità produttiva, errori di esecuzione e fragilità finanziaria.

Arrival

La startup britannica ha visto fallire il progetto dei micro-stabilimenti modulari. Dopo l’amministrazione controllata nel Regno Unito nel 2024 e la bancarotta in Lussemburgo, ha liquidato e venduto gli asset, fermando ogni attività a distanza di circa nove anni dalla fondazione.

Auto elettriche, la selezione delle startup: chi è sparito, chi è in bilico e chi ce l’ha fatta

Bollinger Motors

Fondata nel 2014 e poi acquisita in larga parte da Mullen Automotive, la startup USA ha incontrato ostacoli nel lancio dei veicoli elettrici commerciali e off-road, riducendo progressivamente le attività nel corso del 2025, fino allo stop.

Auto elettriche, la selezione delle startup: chi è sparito, chi è in bilico e chi ce l’ha fatta

Byton

Nata in Cina nel 2016, ha rappresentato uno dei primi grandi fallimenti nel tentativo di espandersi tra Asia, Europa e Stati Uniti, con la sospensione delle attività e la bancarotta della divisione principale nel 2023.

Auto elettriche, la selezione delle startup: chi è sparito, chi è in bilico e chi ce l’ha fatta

Canoo

Partita nel 2017 con progetti ambiziosi per furgoni elettrici e flotte, non è riuscita a trasformare prototipi e accordi in una rampa produttiva sostenibile. Nel gennaio 2025 ha presentato istanza di liquidazione (Chapter 7) e ha cessato le operazioni.

Electric Last Mile Solutions

Nata nel 2020 con l’obiettivo di produrre furgoni elettrici negli USA, la società è entrata in procedura concorsuale e ha avviato la liquidazione nel 2022.

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Fisker

Nel 2024, la startup statunitense ha chiesto la protezione dal fallimento dopo aver puntato su un modello “asset-light”. Tra ritardi, stop produttivi e problemi di qualità, non è riuscita a raggiungere gli obiettivi. Per molti clienti, la gestione del post-vendita è diventata un nodo critico.

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Lordstown Motors

La realtà americana ha cessato la produzione del pick-up elettrico Endurance e ceduto lo stabilimento in Ohio. Oggi opera principalmente nella gestione dei contenziosi.

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Nikola Corporation

Quella che prometteva di essere l’alternativa a Tesla nei veicoli pesanti elettrici ha perso credibilità dopo scandali e contestazioni. Nel febbraio 2025 ha presentato istanza di Chapter 11.

Proterra

Specializzata in bus elettrici e batterie, ha fatto ricorso al Chapter 11 nel 2023 e ha avviato la vendita delle attività.

In ristrutturazione (ma ancora esistenti)

Alcune realtà non sono ancora scomparse, ma nemmeno operative a pieno regime: tra stop produttivi, ricerca di capitali e processi di riorganizzazione, il loro futuro resta incerto.

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HiPhi (Human Horizons)

Il marchio cinese di auto elettriche di lusso ha sospeso produzione e attività nel 2024, avviando una ristrutturazione legata a gravi problemi di liquidità.

Neta Auto (Hozon Auto)

La startup cinese ha registrato un forte rallentamento tra 2024 e 2025 ed è entrata in una fase di riorganizzazione profonda, tra produzione ferma e ricerca di nuovi investitori.

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WM Motor (Weltmeister)

Una delle startup cinesi più promettenti ha accumulato debiti e perso fiducia, avviando una procedura di ristrutturazione.

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Karma Automotive

Fondata nel 2014, ha ridimensionato e riorientato i piani industriali, adattando la strategia a costi in aumento e domanda più debole per alcune nicchie premium a zero emissioni.

Le sopravvissute (ma non ancora salvate)

Tra le poche realtà ancora operative, alcune startup rappresentano un gruppo a parte: producono (o ci provano), ma non hanno ancora raggiunto una vera sostenibilità industriale. Tra perdite elevate, crescita dei volumi ancora insufficiente e continui interventi sui costi, il loro futuro resta legato alla capacità di scalare rapidamente.

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Faraday Future

Dal 2014, la società americana ha attraversato anni di tensioni finanziarie e indagini. Nel 2026 ha presentato una roadmap industriale e una strategia di diversificazione verso intelligenza artificiale e robotica, subordinata al reperimento di nuovi capitali.

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Lucid

Rilanciata nel 2016, la startup californiana continua a produrre e consegnare veicoli pur in presenza di perdite rilevanti. Nel 2026 ha annunciato la nomina del nuovo CEO, Silvio Napoli, e ha rafforzato la posizione finanziaria. Con la SUV Lucid Gravity, punta ad aumentare i volumi e avvicinarsi alla sostenibilità economica.

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Rivian

Ancora operativa, la società produttrice di pick-up e SUV elettriche ha attraversato perdite e riduzioni di personale. La collaborazione con Volkswagen Group su software e piattaforme elettroniche rappresenta una leva per ridurre i costi e accelerare lo sviluppo.

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Chi ce l’ha fatta

In parallelo, alcune startup sono riuscite a trasformarsi in veri costruttori globali: Leapmotor, Li Auto, Nio e XPeng rappresentano oggi i casi più evidenti, grazie a una combinazione di scala industriale, tecnologia e accesso al mercato cinese.

Un mestiere difficile

Nel giro di pochi anni, il mercato delle auto elettriche e della mobilità a zero emissioni ha già fatto una selezione durissima: tra decine di startup nate sull’onda dell’entusiasmo, la maggior parte non è riuscita a superare la fase industriale.

Tra fallimenti, ristrutturazioni e tentativi di rilancio, emerge un quadro chiaro: progettare un’auto innovativa non basta, servono capitale, capacità produttiva e scala per restare sul mercato. È qui che molte realtà si sono fermate.

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