Great Wall Motor accelera i piani di espansione in Europa. Partendo da Italia e Spagna, il costruttore cinese punta a costruire una rete commerciale che entro il 2027 conterà, solo nel nostro Paese, 50 punti vendita e assistenza e sarà chiamata a sostenere il lancio di oltre dieci modelli nei prossimi tre anni.
Il primo sarà la Ora 5: Suv compatta appena arrivata nelle concessionarie italiane e destinata, per l'appunto, a fare da apripista all'offensiva del gruppo di Baoding nel Vecchio Continente. Ma quali sono le direttrici sulle quali il colosso di Baoding intende costruire la propria crescita? Lo abbiamo chiesto a Nicole Wu, Chief Technology Officer del Gruppo.
Per il debutto diretto in Europa avete scelto come testa d'ariete la Ora 5, che nasce su una piattaforma multi-energia capace di ospitare motorizzazioni termiche, ibride ed elettriche. I prossimi modelli destinati al nostro mercato seguiranno questa filosofia o state valutando architetture dedicate, per esempio per le sole elettriche?
Non avremo un'architettura per ogni singolo tipo di alimentazione. La nostra tecnologia ci permette di sviluppare diversi powertrain sulla stessa base - Hev, Phev, Bev e Ice, consente di ridurre gli investimenti e offrire più valore ai clienti con prezzi competitivi e costi di manutenzione inferiori. È il nostro approccio.
State progettando modelli specifici per l'Europa?
Sì, quando abbiamo sviluppato Ora 5 è stato svolto un importante lavoro di engineering, taratura e calibrazione a livello locale, sia sul telaio sia sui powertrain. Anche lo stile della vettura è stato affidato a designer europei.
Quali sono oggi le priorità di crescita di Great Wall Motor? Elettrificazione, software o altro?
Qualità, sicurezza e facilità d'uso sono le tre priorità che guidano i nostri prodotti e il nostro business.
La concorrenza si sta spostando verso il software-defined vehicle. Vi sentite pronti?
Assolutamente sì. La facilità d'uso di una vettura dipende in larga parte dal software. Se ci si concentra soltanto sull'hardware si può realizzare un prodotto affidabile, ma con margini di evoluzione limitati. Per migliorare l'esperienza d'uso e la sicurezza attiva, il software è fondamentale e ci permette di offrire tecnologie innovative alle nuove generazioni di clienti.
E sul fronte della guida autonoma state sviluppando chip o sistemi proprietari?
La guida autonoma rappresenta un livello di sviluppo ancora superiore e non siamo ancora pronti a garantire piena autonomia alle nostre auto. Utilizziamo però numerosi ADAS per migliorare la sicurezza del veicolo. Pensiamo ad esempio alla frenata automatica d'emergenza o al mantenimento della corsia: aiutano il conducente a evitare collisioni e rendono la guida più semplice e sicura, soprattutto nei momenti di maggiore stanchezza.
Qual è oggi la quota di componentistica e software sviluppata internamente?
Abbiamo una catena di fornitura fortemente integrata. Batterie, powertrain, motori e trasmissioni vengono sviluppati internamente. Dall'hardware al software siamo in grado di realizzare praticamente tutto in casa. Per l'integrazione del veicolo, gli ADAS e l'abitacolo intelligente tutto il software viene progettato, sviluppato e testato da noi. Collaboriamo ovviamente con alcuni partner, ma in misura limitata. Oltre il 90% del software è sviluppato internamente, mentre per l'hardware, considerando powertrain, telaio, carrozzeria, interni ed esterni, credo che la quota superi il 60%.
Il vostro Ceo Mu Feng ha annunciato lo sviluppo di una supercar in grado di rivaleggiare con Ferrari & Co. A che punto è il progetto?
Stiamo lavorando a una racing car e a una sportiva stradale basate sulla piattaforma prestazionale ZF. Abbiamo sviluppato un motore V8 e un abitacolo in fibra di carbonio. Saranno vetture straordinarie e, con un po' di fortuna, riusciremo a vederne già una il prossimo anno.
All'ultimo Salone di Pechino avete presentato un'intera famiglia di motori che non derivano l'uno dall'altro, ma sono stati sviluppati singolarmente. Perché questa scelta?
La nostra strategia sui powertrain è focalizzata sulle esigenze dei clienti a livello globale. Non sviluppiamo motori pensando a una singola regione, perché i diversi Paesi hanno esigenze differenti. C'è poi un altro motivo: la grande passione del nostro presidente per i motori e le trasmissioni, che ha contribuito a orientare questa scelta.
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