Si sta svolgendo in Texas il processo al produttore di pneumatici Firestone, nei guai per le gomme montate sulle fuoristrada Ford "Explorer", che avrebbero causato 1400 incidenti con 88 morti. Ford e Firestone nell'agosto 2000 avevano richiamato 6,5 milioni di pneumatici e in seguito il colosso automobilistico statunitense ne aveva ritirati altri 13 milioni, chiudendo la centenaria collaborazione tra le due aziende. Tra i casi in esame anche quello di Marisa Rodriguez, rimasta paralizzata nel marzo 2000 in seguito al ribaltamento della sua fuoristrada. In luglio Ford aveva raggiunto un accordo extragiudiziale con la famiglia di origine ispanica, offrendo un risarcimento di sei milioni di dollari (oltre 12 miliardi di lire). Ma i parenti della vittima hanno citato in giudizio Firestone chiedendo un miliardo di dollari (oltre 2 mila miliardi di lire). Intanto, anche in Italia sono partite le indagini per appurare se le alcune migliaia di pneumatici Firestone venduti nel nostro Paese abbiano provocato incidenti. Il pubblico ministero di Torino, Raffaele Guariniello, sta accertando se i vertici italiani ed europei del gigante delle gomme abbiano commercializzato prodotti dannosi per il consumatore e se ci sono state carenze e ritardi nelle campagne di richiamo. L'accertamento di incidenti sarà però molto difficile, perché in Italia, a differenza degli Usa, manca un ente incaricato di raccogliere ed elaborare i dati dei sinistri.