Maurizio Flammini, promoter del GP di Roma che si dovrebbe disputare dal 2012, risponde alle domande dei nostri navigatori sul fascicolo di "Quattroruote" di marzo. Qui trovate il testo integrale dell'intervista.
Sia sincero, quante probabilità ci sono che il GP di Roma si corra davvero?
(Roberto Mancini - Roma)
Dovrei dire 100% per le risorse che stiamo dedicando al progetto e i consensi ottenuti da autorità politiche quali il sindaco di Roma ed il boss della Formula 1 Bernie Ecclestone. Per scaramanzia diciamo 99%.
Va bene gli interessi economici, ma Roma ha proprio bisogno di un GP per rifarsi il make-up?
(Roberto Bianchi - Monza)
Roma, come Monza, che è una città che frequento da sportivo e imprenditore da 39 anni, non hanno bisogno di rifarsi il make-up. Si tratta di aggiungere alla già cospicua offerta attuale un valore aggiunto per i turisti provenienti da tutto il mondo e interessati, insieme al patrimonio storico e culturale di Roma, anche a eventi sportivi di grande risonanza.
Già le strade di Roma sono in condizioni disastrose; il traffico propone solo disagi; l'inquinamento arriva a livelli limite. Il GP non aggiungerà disagio a disagio?
(Francesco Mignano ? Roma)
È la domanda che ci siamo posti sin dall'inizio e su questo è stato sviluppato il progetto da uno staff di eccezione composto da ben 11 advisor internazionali. Dobbiamo immaginare che, nonostante il Formula 1 sia visto da 600 milioni di persone, nella singola giornata il flusso in termini quantitativi è identico a quello delle feste popolari politiche che l'Eur ha ospitato molte volte senza particolari disagi. Inoltre il Gran Premio Roma Formula 1 apporterà alla città un patrimonio enorme in rinnovamento delle strutture dedicate allo sport di base. Oltre 20 ettari di area verranno rinnovati trasformandoli in un'oasi di sport molto popolari come basket, pallavolo, pattinaggio, hockey su prato e altri.
Con l'ennesimo GP cittadino non c'è il rischio di vedere gare noiose come spesso già succede a Valencia?
(Carlo Licci ? Lecce)
Vi parla un pilota che a detta dei giornalisti che seguivano le corse all'epoca era un "temerario": potete immaginare che il circuito sia stato progettato senza punti di sorpasso? L'Eur è un quartiere ritenuto un esempio di urbanistica a livello mondiale. Ha strade larghissime, fino a 22 metri. Questo, insieme a un rettilineo fra i più lunghi del Mondiale di F.1 - che consentirà una velocità massima di 328 km/h, come ha calcolato Herman Tilke, il più grande progettista di autodromi, che si sta occupando del progetto Roma - darà vita a moltissimi sorpassi, certamente meglio di vari altri autodromi permanenti.
Vista la crisi economica attuale, è pensabile trovare sponsor sufficienti per due Gran Premi in Italia?
(Emanuele Stassano - Tortona)
La risposta è molto semplice: gli sponsors sono di esclusivo appannaggio della Fom di Bernie Ecclestone, e pertanto averli o non averli non fa alcuna differenza per l'organizzatore locale, che comunque non li incassa. Inoltre, per esperienza nell'organizzazione del campionato mondiale Superbike, posso garantirvi che abbiamo più sponsor nelle nazioni dove ci sono due o più gare poiché ci sono maggiori occasioni di comunicazione verso il pubblico.
Prevedete di utilizzare finanziamenti pubblici? E di quale entità?
(Vittorio Brollo ? Udine)
Gli eventuali finanziamenti saranno utilizzati per realizzare opere pubbliche che rimarranno di proprietà del Comune di Roma e al servizio dei cittadini. Tra queste, la sistemazione di oltre 5 km di strade all'Eur, la realizzazione delle strutture sportive sunnominate, la sistemazione dei parchi e l'eliminazione dagli stessi di strutture non compatibili con la fruizione del verde.
Con tanti bei circuiti che esistono in Italia, da Imola a Vallelunga, è proprio necessario inventare un nuovo percorso cittadino?
(Mario Cordovani ? Grosseto)
L'idea del circuito cittadino è partita da riflessioni fatte da Bernie Ecclestone relativamente al successo mediatico e popolare delle gare in città. Gli autodromi permanenti, a meno che non siano icone storiche come Monza, sono in una notevole crisi, ne è la dimostrazione proprio il circuito di Imola che, nonostante la sua tradizione e bellezza, non è riuscito a sostenere l'impegno di continuare a organizzare la Formula 1.
L'Eur è un quartiere veramente rappresentativo di Roma? Non ci sarebbero zone più affascinanti come a Monte Carlo?
(Gianfranco Benfenati - Imola)
L'Eur è un quartiere che ha caratteristiche uniche al mondo, tali da essere dichiarato dall'Unesco Patrimonio mondiale dell'umanità. Ha ben 400.000 metri quadri di palazzi monumentali, sette musei e una straordinaria struttura architettonica di ispirazione romanica, insieme a elementi futuristi di avanguardia. Accanto a questo, il magnifico palazzo dell Sport progettato da Nervi con 15.000 posti e nessuna colonna, espressione delle più evolute tecniche architettoniche e ingegneristiche. Attraverso la diffusione delle immagini di questo quartiere a oltre 600 milioni di telespettatori, trasferiremo una delle più belle immagini di Roma che si possano mai ottenere. Inoltre non si preoccupi, metteremo telecamere permanenti al Colosseo e a San Pietro!
Non teme che l'effettuazione o meno della gara possa trasformarsi nell'ennesima occasione di scontro politico, con la Lega schierata a difendere Monza?
(Antonio Brambilla - Milano)
Ho molto apprezzato la difesa che vari politici locali hanno fatto dell'Autodromo di Monza poiché significa, in definitiva, difendere il settore per cui lavoro da 30 anni e al quale ho contribuito portando al successo il campionato mondiale Superbike che oggi è una icona italiana nel mondo. Sono altresì assolutamente convinto che le incomprensioni attuali si trasformeranno in un accordo che porterà a una stretta collaborazione. Sono certo che ci siano tutti gli elementi per farlo, si tratta solamente di avere il tempo di discuterli con la dovuta attenzione.
È auspicabile per il futuro allargare il concetto Superstars a cilindrate inferiori, una sorta di classe 2?
(Luca Iori ? Reggio Emilia)
La Superstars è Super anche perché ha motori da quasi 600 CV. Le auto, senza controlli elettronici, fanno "fumo" quando accelerano o frenano, hanno potenze che consentono accelerazioni da cardiopalma e, nonostante questo, hanno costi di gestione molto contenuti proprio perché non è necessario preparare i motori (l'operazione più costosa nelle corse) per ottenere la grande potenza che hanno e la conseguente spettacolarità. Ergo, vedo difficile una seconda classe minore. Ma... "Never say never", come dice il famoso personaggio di Ian Fleming, James Bond!
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