È fatta: ora Volvo è al 100% cinese, proprietà del colosso Zhejiang Geely Holding Group. Geely ha pagato fino all'ultimo dollaro gli 1,3 miliardi che doveva a Ford per l'acquisizione del marchio svedese. L'accordo firmato alla fine di marzo, in realtà, aveva fissato in 1,8 miliardi il valore della cessione, e già si trattava di una cifra di gran lunga inferiore a quella pagata dalla Casa americana nel 1999 per acquisire il marchio scandinavo. L'entità delle transazione è scesa ancora a causa di "aggiustamenti" in aree come le obbligazioni pensionistiche e il "capitale lavorativo". Per racimolare il capitale, Geely ha fruito dell'aiuto di istituzioni cinesi e di capitali internazionali.

"L'anima rimane Volvo". L'amministratore delegato della nuova Volvo è Stefan Jacoby, ex presidente di Volkswagen America, che occuperà la poltrona di Stephen Odell a partire dal 16 agosto. Già dalla prima comunicazione ufficiale, Jacoby ha voluto sottolineare che l'animo di Volvo rimarrà quello di sempre: "I nostri clienti possono stare tranquilli: Volvo manterrà la sua eccellente posizione anche se coglie nuove opportunità di mercato". Dello stesso tono le dichiarazioni di Li Shufu, presidente del Gruppo cinese: "Volvo rimarrà fedele ai valori di sicurezza, qualità, attenzione per l'ambiente e design scandinavo. Rafforzerà la sua presenza nei mercati europei e nordamericani, ma si espanderà in Cina e in altri mercati emergenti".

Board misto cinese-svedese. Sotto la nuova proprietà, Volvo conserverà la sua presenza in Svezia e Belgio, sia come quartier generale sia per quanto riguarda le fabbriche. Il nuovo management, assicura Volvo, sarà autonomo e potrà seguire liberamente il piano elaborato dal nuovo consiglio di amministrazione, anche se rimarranno alcune relazioni con Ford per quanto riguarda la fornitura di componenti. Il nuovo consiglio di amministrazione è presieduto da Li Shufu, presidente della Geely. Il suo vice è Hans-Olov Olsson, che ha occupato diverse posizioni di rilievo in Volvo a partire dal 1966. Completano il board Freeman H. Shen, Håkan Samuelsson, Herbert Demel, Lone Fonss Schröder, Winnie Kin Wah Fok e tre rappresentanti eletti dai lavoratori.

Claire Bal