Nel corso di un evento organizzato a Chicago dall’Agenzia Ice, l’istituto che ha il compito di promuovere i rapporti economici italiani con l’estero, Sergio Marchionne ha esternato il suo pensiero sulla situazione di FCA, sulle eventuali alleanze internazionali e sull’andamento dei mercati mondiali, come hanno riportato le maggiori agenzie di stampa (in particolare, Il Sole 24 ore Radiocor Plus e Ansa).
Le alleanze. Il ceo di FCA ha innanzitutto bocciato l’ipotesi di una possibile alleanza con PSA, poco prima ventilata dal numero uno del gruppo francese Carlos Tavares. Marchionne ha infatti giudicato “troppo bassi i possibili vantaggi derivanti da questa associazione” che “finirebbe per limitare le mosse di FCA, chiudendola in un angolo e rafforzandone la posizione in Europa, senza risolvere il problema fondamentale dell’industria”. A suo parere, invece, FCA è un partner “ideale per alcuni” (evidentemente altri, rispetto a PSA) perché è in grado di “coprire in modo intelligente tre parti del globo: Nord America, Europa e America Latina”, pur soffrendo ancora di una certa debolezza in Cina.
La situazione del gruppo. FCA, comunque, gode in questo momento di buona salute. “Melfi sta andando bene”, ha dichiarato Marchionne, “Mirafiori è partito con la Levante” e godrà presto di “una nuova serie di esportazioni destinate a tutto il mondo”. Anche per la Giulia, che arriverà negli Usa probabilmente nel terzo trimestre dell’anno, è partita la produzione. “Sono tutti segnali incoraggianti”, ha aggiunto Marchionne, sottolineando che “il mercato americano continua ad andare bene, così come quello europeo”. Insomma, “FCA non ha cattive notizie da dare”; unica eccezione, l’America Latina, che “resta un problema per tutti”, anche per la turbolenta situazione politica che colpisce il Brasile. Le cose vanno meglio in Argentina, grazie anche alla nuova presidenza di Macri, “ma si tratta di un mercato dal peso troppo piccolo”.
Le prospettive della Jeep. Questo marchio della FCA sta dando soddisfazioni a Marchionne, visto che ha quasi raggiunto un quinto del mercato delle Suv in Nord America: adesso si tratta di “fare un grandissimo lavoro per quanto riguarda la sua espansione in tutta Europa”. Un lavoro che il manager giudica “appena iniziato” e che richiederà “parecchi anni per ottenere un livello di saturazione come rete di distribuzione”. Ma, dopo anni di sacrifici, l’azienda è “entrata finalmente in un momento di sviluppo della gamma di prodotti, specialmente di Fiat e Alfa”, che porterà benefici all’Italia e all’Europa intera.
La tecnologia. Il futuro, comunque, è nell’auto a guida autonoma. Per il ceo di FCA, infatti, “tra cinque anni ci saranno delle vetture che, in alcune circostanze, si guideranno da sole, con il pilota che avrà la possibilità di prendere il controllo della vettura” quando lo riterrà opportuno. Anche FCA sta, inevitabilmente, lavorando su questi progetti, dialogando anche con realtà esterne al mondo dell’automotive: è il caso di “soggetti (l’allusione è ad aziende come Google e Apple, ndr) che stanno giocando un ruolo piuttosto importante nella riformulazione di quello che poteva essere l’industria dell’auto”. Anche in questo caso, come per le altre alleanze, Marchionne esclude scelte che “possano limitare le opportunità di FCA” e opterà per una “soluzione condivisa, sviluppata insieme e non da soli”.
L’appoggio a Renzi. Quanto al quadro politico italiano, infine, Marchionne ha ribadito il suo apprezzamento per l’attuale presidente del Consiglio, al quale sarebbe pronto a dare il proprio voto. Il merito di Renzi, per Marchionne, è quello di “aver garantito un minimo di stabilità e la stabilità politica è fondamentale”, in un Paese che ha avuto “oltre 60 presidenti del consiglio in 70 anni”. La stabilità, invece, permette di “costruire un clima favorevole e di certezza per le imprese e per gli investimenti dall’estero. Come gli investimenti che FCA sta facendo in Italia, da Melfi a Mirafiori”. Sulla situazione politica Usa, invece, Marchionne ha preferito non esprimersi, “non essendo un cittadino americano”: i toni accesi della campagna elettorale in corso, però, non lo preoccupano, perché sono tipici di questa fase. “Gli equilibri dopo si trovano”, ha concluso, aggiungendo di non aver “mai avuto paura di un cambio di amministrazione”.
Emilio Deleidi
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it