Percorso
Uscite da Cuneo e seguite i cartelli per Mondovì. Superata quest'ultima località, prendete la direzione per Vicoforte. Dovete fare attenzione, però, perché le indicazioni sono generiche (vengono indicati "Cuneo" e "Savona", come a dire "Nord" e "Sud"). Quindi è facile che dobbiate verificare il percorso sulla cartina o sul navigatore. Lasciata Vicoforte, puntate verso Torre Mondovì e, da qui, a sinistra verso Pamparato, evitando di attraversare Roburent. Passata Garessio, imboccate la strada provinciale 582 e valicato il Colle San Bernardo entrate in Liguria. Scendete verso la riviera toccando i comuni di Erli, Zuccarello, Martinetto, Cisano sul Neva e Leca. Fino ad arrivare ad Albenga.

Cosa vedere
Tra le colline delle Langhe e del Roero, Cuneo deve il proprio nome alla forma della pianura alluvionale su cui poggia. Il torrente Gesso e il fiume Stura, che qui confluiscono, dividono la città in due parti: quella vecchia, più in alto, accoglie il centro storico e gli edifici pubblici, mentre quella nuova ospita le zone residenziali. Quest'area si è sviluppata prevalentemente intorno alla grande piazza Galimberti (costruita nell'Ottocento), dove si alza la statua di Giuseppe Barbaroux, giurista che partecipò alla redazione dello Statuto albertino. Tra le testimonianze meglio conservate ci sono la Cattedrale (risale al 1662) dedicata a Nostra Signora del Bosco e il complesso di San Francesco: recentemente restaurato, comprende l'ex convento e l'annessa chiesa che, nel Duecento ospitava i francescani. Poi nel Settecento fu adibita a magazzino, nell'Ottocento venne destinata a usi militari e oggi è sede del Museo Civico.
Arrivati a Mondovì la città ? stile medievale con cenni di barocco ? offre nella sua parte più antica la chiesa della Missione (su uno dei lati dei lati di Piazza Maggiore) e la Cattedrale dedicata a San Donato, del 1743. Dal belvedere, ai piedi della torre civica, si può ammirare il paesaggio delle Langhe. Oltre alla torre, un altro simbolo della città è la Parrocchiale di San Pietro e Paolo, del 1489, con il grande orologio del Moro (dal nome dell'automa che segna le ore).
Vicoforte è nota per il suo santuario (Santuario-Basilica della Natività di Maria) iniziato nel 1596 e dotato, nel XVIII secolo, della più grande cupola ellittica esistente al mondo. Il piazzale del santuario è circondato dalla Palazzata: cinta di edifici simmetrici e di uguale grandezza, costruita in epoche diverse su disegno dell'architetto di corte Ascanio Vitozzi, è utilizzata per conferenze e incontri di preghiera, e alloggio dei pellegrini.
Passato Pamparato si incontra il castello reale di Casotto, o Reggia di Valcasotto, edificato sui resti di una antica certosa (fondata da San Brunone, intorno all'anno mille) distrutta per l prima volta da un incendio nel 1380 (e subendo in seguito la stessa sorte nel Cinquecento). Il castello divenne di proprietà di Carlo Alberto e di Vittorio Emanule II, che ne fecero residenza estiva della famiglia Savoia.
Nella valle del Tanaro e in una conca di castagni sorge Garessio, che gode di un clima montano mitigato tuttavia dalla brezza che spira dal mar Ligure. Ai turisti offre sia acque dalle proprietà termali ? un tempo chiamate le "Fonti miracolose San Bernardo" che, leggenda narra, curarono Aleramo, capostipite dei Marchesi del Monferrato ? sia una stazione per gli sport invernali.
Superato il colle di San Bernardo, spartiacque con la valle della Neva, si può sostare nel borgo medievale di Zuccarello, fondato nel 1248 dai marchesi di Clavesana, dove si può gustare un celebre piatto ligure, la torta Pasqualina, una torta salata che veniva preparata già nel XV secolo, ripiena di bietole, ricotta e uova, racchiusa nella pasta sfoglia (secondo la tradizione i fogli di pasta dovrebbero essere 33, come gli anni di Gesù). Piccolo e altrettanto attraente è Cisano sul Neva, borgo a forma quadrangolare che sorge sulla confluenza del torrente Neva col Rio Pennavaire.
Sulla strada per Albenga si scorge la cosiddetta Torre dei Saraceni che, in realtà, è un monumento funerario, lascito dell'Impero Romano. Il centro storico della città è uno fra i meglio conservati della riviera ligure, ed è ancora in gran parte circondata da mura. La Cattedrale dedicata a san Michele Arcangelo, e il Battistero risalgono al IV e il V secolo. La vicina piazzetta dei Leoni (cosiddetta per le tre fiere in pietra collocate, nel XVI secolo, dalla famiglia dei Costa sulle proprie abitazioni che lì si affacciano) è uno degli spazi più caratteristici della città. Il Museo Ingauno illustra la storia della regione, mentre il Museo Navale Romano espone i resti di una nave del I secolo a.C. insieme con materiali rinvenuti dalle diverse esplorazioni subacquee effettuate, dal 1957 in poi, nei fondali circostanti l'isola Gallinara.

Un giacimento gastronomico
Questo tratto di strada lega i sapori della Liguria (l'olio extravergine di oliva, il basilico e le erbe aromatiche) a quelli piemontesi dell'Alta Langa (i formaggi di alpeggio e i sapori della cucina popolare dei borghi in altura), senza dimenticare i prodotti della piana litoranea: carciofi, asparagi e cavoli.
I dolci della costa sono soprattutto "poveri": il pane del pescatore (che doveva rimanere morbido ma durare a lungo, preparato con uvetta, cubetti d'arancio e pinoli), le "ossa di morto" (biscotti secchi a forma di grissino, tipici del mese di novembre), i "gobeletti" (biscotti di pasta frolla riempiti di marmellata). In alcuni laboratori artigiani vengono ancora prodotti anche i "baxin", ovvero i baci di Albenga, fatti con mandorle grattugiate e semi di anice. Nell'entroterra un classico sono le paste di meliga (a base di farina di mais di montagna, burro, zucchero e uova cotte nel forno a legna).